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SCARICARE FOTOROMANZI LANCIO

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    E se uno parla di fotoromanzi, insieme a Grand Hotel, testata storica tuttora guizzante in edicola, il nome che balza subito alla memoria è quello delle Edizioni Lancio. Che, udite i libri sull'iPad. Si scarica a questo link. Franco Gasparri. Benvenuti nel sito non ufficiale della Lancio La mitica casa editrice di fotoromanzi. Franco Gasparri. il mio libro sui fotoromanzi Lancio. Il titolo è " Col mio amore non si discute" protagonisti Franco Gasaprri e Maria Antonietta. Cliccate sulla copertina e buona lettura:leggere. image. GRANDE. L'applicazione Photonovels – LANCIO permette di leggere i fotoromanzi gratuitamente: in questo momento sono disponibili circa 20 numeri da scaricare e molti.

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    Visualizzazioni Transcript 1 n. L illustre sconosciuto della storia della fotografia Cosa sappiamo, in fin dei conti del fotoromanzo? Ma, altrettanto senza dubbio, non ne sappiamo abbastanza, perché queste idee e questi giudizi finiscono per riassumersi facilmente in qualche luogo comune che non smette di essere ripetuto fino alla nausea da almeno mezzo secolo: il fotoromanzo sarebbe una sorta di fumetto, ma con delle foto; le sue storie sono quelle che troviamo nella letteratura rosa; il suo pubblico sembra essere quello femminile; la presenza infine di qualche variante a vocazione essenzialmente parodica non cambia di una virgola il carattere fisso di un genere non molto mutato dalla sua introduzione alla fine del secondo dopoguerra.

    Come molti altri generi della cultura popolare o mediatica, il fotoromanzo non soffre solamente di una mancanza di riconoscimento. È soprattutto molto mal conosciuto. La frase più citata sul fotoromanzo resta dunque, paradossalmente, quella di Roland Barthes, autore in generale poco indiziabile di rafforzarmento delle gerarchie e delle distanze tra la cultura autorizzata e la cultura popolare: Personalmente provo questo leggero trauma della significanza davanti a certi fotoromanzi: la loro stupidità mi colpisce potrebbe essere una definizione del senso ottuso.

    Eppure negli anni Cinquanta esso finisce per lasciarsi fatalmente attirare dal fotoromanzo, di cui imita le convenzioni, sia a livello di scelta delle immagini e impaginazione sia in quello di racconto: vengono selezionate tra i fotogrammi e le foto di scena le immagini che si avvicinano maggiormente all estetica del fotoromanzo si cercano immagini in cui si privilegia il personaggio rispetto allo sfondo, la coppia piuttosto che l azione, il piano americano e il primo piano piuttosto 7 n.

    Il cinefotoromanzo rimane fino agli anni Sessanta prima dell inesorabile declino tanto in Italia quanto in Francia come uno degli strani mostri editoriali della cultura di massa, capaci di racchiudere tra le pieghe delle pagine patinate, molti segni di un epoca.

    Gli anni che vanno dal al sono un epoca di transizione nella storia dell industria culturale italiana. In poco più di un decennio si riassettano gli apparati di comunicazione di massa portando alla formazione di un sistema integrato dei media e inaugurando quella che David Forgacs chiama la fase moderna dell industria culturale.

    Ma al pari del fotoromanzo se non di più , i cineromanzi continueranno ad essere pensati e realizzati in maniera artigianale, in base ad una profonda empatia tra realizzatori e pubblico di riferimento. Quando l impero economico del fotoromanzo perderà la propria forza, sotto l influenza della diffusione del nuovo medium televisivo, la tendenza s invertirà, potremmo dire automaticamente, ancora una volta.

    Dopo una fase iniziale in cui, attraverso il modello del romanzo ad immagini, il fotoromanzo resta largamente tributario del cinema, e una seconda fase dove, grazie anche al successo del fotoromanzo, sarà il cineromanzo ad avvicinarsi ai luoghi comuni fotoromanzeschi, il rallentamento di cui soffrirà il fotoromanzo negli anni Sessanta si tradurrà presto di soppiatto in una rinnovata emulazione del linguaggio cinematografico.

    Il modo di fotografare, di impaginare, di raccontare si troverà nuovamente marcato dalle tecniche cinematografiche. Tuttavia, il fotoromanzo non appartiene solo a quelli che lo fanno. Il successo incredibile del genere prova che i lettori e non solo le lettrici si devono essere riconosciuti nel nuovo medium.

    E questo riconoscimento è divenuto appropriazione: il pubblico, visibilmente, ha dato al fotoromanzo uno spazio nella propria vita.

    L esempio più lampante di questa confusione dei confini tra quelli che producono e quelli e quelle che leggono è ovviamente la possibilità offerta al pubblico di diventare attore del fotoromanzo. Fin dalle prime uscite, le riviste dei fotoromanzi invitano i lettori a partecipare all avventura del nuovo genere inviando una foto, primo passo verso la carriera di attore o di attrice del fotoromanzo, poi magari del cinema. Si sa, infatti, che il mondo del fotoromanzo era il miglior trampolino di lancio verso una carriera da star del grande schermo.

    Il cursus honorum era conosciuto e ben battuto: diventare una reginetta di bellezza anche solo della propria strada , tentare di farsi notare dai produttori del fotoromanzo, avere un primo ruolo al cinema, come Sofia Loren o Gina Lollobrigida che hanno entrambe debuttato con il fotoromanzo, prima di essere scoperte dal cinema.

    Inoltre, i mutevoli rapporti di forza che intercorrono tra fotoromanzo e cinema negli anni Sessanta si faranno sentire nelle modalità del casting: nel momento in cui il fotoromanzo comincia a soffrire la concorrenza dei media più nuovi, come la televisione o le nuove forme di musica pop, smette di servire da intermediario a tutti quelli e quelle che contano sul fotoromanzo per trovare un posto altrove.

    Il fotoromanzo sarà al contrario 8 n. È significativo che solo un piccolo numero di attori già noti nel mondo del cinema si degnino di ritornare o di abbassarsi al livello del fotoromanzo.

    Li si ritrova ovviamente nei cineromanzi degli anni Cinquanta, poiché all epoca il mondo del cinema non aveva interesse a rompere i legami con la cultura fotoromanzesca, ma una volta scemato il successo del fotoromanzo a vantaggio della televisione, il cinema cercherà altrove come rifornirsi e rinnovarsi.

    A: amicizia? B: pietà?

    C: amore nascente? Commento: la risposta corretta sarà quella che sarà scelta dalla maggioranza delle lettrici di Nous Deux. Riflettendo, troverete sicuramente la risposta giusta. Vi occorre solo essere umane, obiettive e caritatevoli e di sapersi mettere al posto degli altri. Lo stesso vale per la posta dei lettori: molti storici del genere si sono mostrati attenti al fatto che i temi ricorrenti nelle lettere dei lettori passassero spesso ai fotoromanzi stessi secondo una logica alla fin fine propria della letteratura popolare in senso stretto, che si è sempre ispirata dall attualità del giorno, cioè del giorno prima.

    Questa qualità di sismografo sociale, il fotoromanzo l ha esercitata praticamente fin dal suo lancio, a volte a livello microstorico gli avvenimenti o le sensibilità del tempo che passano dal discorso sociale alla pratica fotoromanzesca , ma anche in modo attivo, a livello macrostorico, diventando testimonianza delle mutazioni sociali di fondo che ne accompagnano e punteggiano l evoluzione. Lungi dal dar credito alle critiche stereotipate nei confronti di un genere accusato di servire allo status quo di una condizione femminile reazionaria, autori come Sylvette Giet hanno saputo dimostrare, al contrario, che una rivista come Nous Deux non abbia solo seguito l evoluzione delle mentalità in materia, ad esempio, di morale sessuale e di politica sociale, ma anzi abbia in alcuni casi accelerato, grazie ai modelli forniti attraverso le narrazioni, l arrivo di nuove visioni della coppia e del sentimento amoroso.

    Nel esce un libro-choc di Gabriella Parca, Le italiane si confessano con prefazione di Zavattini prima e di Pasolini poi che analizza il contenuto delle lettere inviate alle riviste di fotoromanzi. Il ritratto della donna italiana che emerge da queste corrispondenze è completamente diverso da quello che all epoca si poteva immaginare, ma i cui elementi erano già ben presenti negli interstizi delle apparentemente innocue storie melodrammatiche dello schermo e della carta.

    L' amore ai tempi del telefonino il fotoromanzo diventa un mms

    La donna che si delinea in queste lettere è piena di dubbi e di paure, spesso ossessionata dai problemi del sesso, ricca di slanci ma inibita da pregiudizi di ogni tipo, generalmente insoddisfatta della propria vita, ma incapace di fare il minimo tentativo per cambiarla. A dispetto del topos melodrammatico della solidarietà femminile, la donna che scrive alle riviste non ha fiducia nelle persone che le sono vicine. La ragazza nubile non ha fiducia 9 n.

    Quindi la donna italiana si chiude in sé stessa, aggravando con questo i suoi problemi, e se ad un certo punto, spinta dall esempio di altre donne, decide di confidarsi per lettera al rubricista della posta, la sua confessione somiglia in tutto a quella che si potrebbe ascoltare nello studio di uno psicanalista.

    In generale, queste lettere mostrano soprattutto un fossato aperto tra le generazioni. Ma a ben guardare ci si accorge presto che l eroina dei melodrammi e dei romanzi rosa è sempre orfana: il suo percorso emotivo e narrativo sarebbe turbato dalla presenza di un altra donna a lei troppo vicina.

    Non a caso la figura materna è sostituita spesso da quella antagonista della matrigna o della suocera, vecchia e spesso impotente o disposta a difendere solo il figlio a discapito della nuora o della fidanzata di turno.

    Viva la Lancio

    È evidente il contrasto tra la realtà immaginata e immaginaria dei fotoromanzi e il contenuto delle lettere inviate ai giornali.

    Lettere spesso piene di errori ma il cui linguaggio ricorda quello dei fumetti. I sentimenti sono un po enfatizzati: non si ama se non pazzamente, non si soffre senza essere disperata, ogni preoccupazione diventa un tormento, come nel dizionario dei luoghi comuni di Flaubert. Quello che dilania le giovani lettrici, le spettatrici e le eroine di finzione è la continua tensione tra i modelli culturali tradizionali e i nuovi valori, i desideri di nuovi consumi e stili di vita a cui le pubblicità e gli schermi cinematografici americani ammiccano.

    La ragazza, infatti, è dominata dalla paura: paura di essere abbandonata dopo la famosa prova d amore, paura che si venga a sapere in casa o nella cerchia dei conoscenti.

    E quando, spinta da un altra paura, quella di essere lasciata o tradita, finisce col cedere, è oppressa poi quasi sempre dal complesso di colpa che si identifica con il rimorso per aver perso la verginità, considerata, fin dalle eroine di Richardson come Pamela, il bene più prezioso di una fanciulla. Una contraddizione tra morale dell ambiente e pratica che evidenzia comunque una sorta di psicosi collettiva intorno alla dimensione fisiologica della verginità.

    All origine di tutte queste angosce e ipocrisie c è sempre il pregiudizio maschile. La morale proposta dall uomo durante il corteggiamento si rivela sempre basata sulla menzogna e l interesse del solo maschio. L apparizione e la rapida diffusione della televisione segnerà un brusco arresto nella storia del fotoromanzo, che entrerà in una fase di declino, almeno per quanto riguarda le forme standard e iperconvenzionali.

    Dagli inizi degli anni Sessanta le tirature calano, l innovazione formale si spegne, il genere si richiude in se stesso. Il ruolo ricoperto dal genere sarà ripreso dai nuovi formati televisivi, dalla soap alla telenovela, ma la disaffezione di un certo tipo di pubblico spingerà gli autori e i produttori del genere a variarne la formula. Per non dimenticare il fotoromanzo La risposta dell industria del fotoromanzo è soprattutto commerciale. Consiste nell allineare il fotoromanzo al gusto del periodo e nell adattarlo meglio ai bisogni dei nuovi 10 n.

    Anzi, all epoca della generazione yè-yè, Nous Deux e i suoi concorrenti rimpiazzeranno gli attori anonimi con i divi venuti del mondo dello show bizz. Allo stesso modo, si tenterà di raggiungere il pubblico delle classi medie, ben rappresentato dai lettori di una rivista come Femmes d aujourd hui dove realizzatori come Richard Serra, autore di centinaia di fotoromanzi, cercheranno di produrre fotoromanzi con un grosso budget.

    L interesse per gli adattamenti letterari che è esistito fin dai primi anni del fotoromanzo si farà qui sempre più invadente: alcuni lettori di Carnet et les Instants avranno forse fatto i loro primi passi nella grande letteratura grazie a Madame Bovary o ai Hauts de Hurlevent.

    Nessuno di questi tentativi permette tuttavia al genere di riottenere davvero l antico successo e il brand del fotoromanzo non cessa di perdere smalto.

    Paris i quali, ciascuno a suo modo, raccoglieranno la sfida di reinventare il genere dall interno. Oppure dal mondo delle arti plastiche, dove certi creatori, attirati dall ibridazione dei media, finiranno per incrociare la strada del fotoromanzo. È il caso di James Coleman, che intrecciando installazione e proiezione di diapositive fornisce un buon esempio di tali pratiche di rinnovamento.

    Il presente studio avrebbe potuto privilegiare le innumerevoli forme più contemporanee, spesso poco ortodosse, che il fotoromanzo sta ri scoprendo: la produzione in materia di fotografia narrativa è sufficientemente ricca da garantire una selezione appassionante.

    Tuttavia abbiamo preferito rivolgere lo sguardo al periodo classico del fotoromanzo, innanzitutto perché è poco e mal conosciuto, e la scomparsa veloce di buona parte delle pubblicazioni degli anni Cinquanta e Sessanta non ha fatto che accelerare questa incomprensione. Poi, detto in modo più positivo e militante, perché crediamo nel valore estetico, sociale, storico ed umano di questo universo che rischia di cadere nell oblio. Questo partito preso giustifica, inoltre, altre assenze.

    Per mostrare bene la diversità e la ricchezza del corpus fotoromanzesco, bisognava evitare di confondere il lettore includendo tutta una serie di forme che, malgrado la loro importanza nella storia del genere, avrebbero potuto deviare dal vero nucleo del fotoromanzo.

    Per render conto della carica erotica del medium che è di capitale importanza rammentare è meglio passare, piuttosto, attraverso esempi che puntino sull allusione, moltiplicando le strizzatine d occhio al lettore.

    Allo stesso tempo, invece di ricordare ancora una volta che il fotoromanzo ha prestato facilmente il fianco ad un umorismo da quattro soldi e a una comicità da caserma, si è preferito dare risalto al medium prestando attenzione alle sue convenzioni di genere. Questo servirà a mostrare l errore di chi crede che il lettore o la lettrice del fotoromanzo prenda tutto alla lettera.

    La decodifica dei codici è una fonte di piacere e di umorismo non meno stimolante dell esibizione aggressiva della derisione. Il nostro studio parte da tutt altra sfida, ovvero fare amare il fotoromanzo mostrandolo. Noi siamo in effetti convinti che queste immagini possano parlare da sole e che possano rendere il miglior servizio al loro genere d appartenenza, liberandolo dai discorsi moralizzanti che lo hanno spesso intossicato.

    Traduzione italiana di Stefania Giovenco 11 n.

    Baetens, A. Gonzalez a cura di , Le roman-photo, Amsterdam, Rodopi, M. Anelli, P. Gabrielli, M. Morgavi, R. Piperno, Fotoromanzo: fascino e pregiudizio. Storia, documenti e immagini di un grande fenomeno popolare , Roma, Savelli, A. Autelitano, V. Re, a cura di , Il racconto del film, Udine, Forum, A. Derrida, Lecture, in M. Fiorentino a cura di , Luci del Sud. Un set per Sofia, Napoli, Eidos, S.

    Lecoeuvre, B. Takodjéard, Les années roman-photos, Paris, Veyrier, E.

    Morreale a cura di , Lo schermo di carta. Robbe-Grillet, Pour un nouveau roman-photo, prefazione a E. Lachman, E. Barthes, Il terzo senso , in L ovvio e l ottuso.

    FOTOROMANZO LANCIO - LETIZIA il nome dell'amore (1a parte)

    Bottiroli, p Id. Guidieri, Torino, Einaudi, , p Pensiamo, ad esempio, al fotoromanzo Droit de regards, che grazie all analisi di Jacques Derrida è penetrato negli ambienti poco familiari della narrazione fotografica, cfr. Plissart, Droit de regards avec une lecture de Jacques Derrida [], Bruxelles, Les Impressions Nouvelles, Per una storia più dettagliata, tanto mediatica quano sociale, si rimanda a S. Morreale a cura di , Lo schermo di carta, Milano, Il Castoro, , che è il catalogo di una mostra sul cinefotoromanzo al Museo del Cinema di Torino.

    Il gusto per l immagine fissa, la tipizzazione del gesto sono eredità del tableau teatrale che rispondeva all esigenza del melodramma di rendere sempre chiaro il messaggio attraverso la rappresentazione dell istante pregnante della narrazione.

    Il genere ha bisogno di immagini che si imprimano nella memoria dello spettatore. Immagini che corrispondano a un coagulo narrativo in cui avviene una sorta di spazializzazione del tempo psicologico dei personaggi, reso icasticamente attraverso la postura e la collocazione della figura all interno del quadro. Un simile istante pregnante non coincide con il culmine dell azione, ma con la sua fase incoativa o terminativa, in maniera tale da stimolare l inferenza dell osservatore.

    Il melodramma e il fotoromanzo ci presentano spesso una donna combattuta costantemente tra l Agapè l amore cristiano, il focolare domestico e l Eros l amore puro, il desiderio senza fine ovvero le due facce dell amore, secondo quanto evidenziava De Rougemont.

    Le eroine dei fotoromanzi, eredi del feuilleton a tinte fosche, di ambientazione familiare, aspirano prima di tutto alla famiglia. E sacrificano ad essa i loro sogni d amore. Ma l Eros è sempre in agguato, giungendo magari dal passato a sconvolgere l equilibrio della famiglia, turbando la tavola imbandita l Agapè, appunto secondo il topos melodrammatico della festa violata.

    Le figure femminili occuperanno nei fotoromanzi, per molto tempo, tutti i ruoli che la società e l etica cattolica riconosce alla donna: vergine virtuosa, madre di famiglia, suora, donna perduta.

    Per conquistare e definire il proprio status, le eroine compiono un percorso di sofferenza che le segna nel corpo e nello spirito. Per passione tutte le eroine cadono fra le braccia dei loro fidanzati Du sang sur la robe de la mariée, roman-photo de Champs-Elysées, e soltanto alla fine sono riammesse in famiglia o in convento, sublimando la passione in una più Du sang sur la robe de la mariée, roman-photo de Champs-Elysées, 13 n.

    L iconografia dell Eros si concentra nell immagine della fidanzata, assumendo tutte le pose della passione e dell attesa. Il tutto in un contesto bucolico, un eterna primavera, in contrasto con la claustrofobia di conventi e prigioni o dei mari in tempesta che segneranno le scomparse e le partenze momentanee del protagonista maschile.

    Il tema della separazione degli amanti è alimentato più dalla passione per la passione stessa che per il soggetto amato. La figura, invece, in cui si concretizza l Agapè è quella della sposa e segnatamente della contraddittoria icona della Madonna, simbolo della santità della procreazione e della maternità. Un altro motivo molto caro al discorso melodrammatico è quello della solidarietà femminile, rappresentato sovente con l iconografia mariana della Visitazione.

    La tematica, il più delle volte ispirata all'amore, si rifaceva solitamente a generi letterari popolari come la letteratura poliziesca e favolistica. L'attore Franco Dani si cimenta ancora oggi come cantante.

    Altri interpreti, come Rosalba Grottesi e Max Delys alternavano il cinema all'attività per i fotoromanzi. I legami familiari giocavano un luogo di primo piano nel casting dei fotoromanzi, sicché tra le attrici si ritrovavano anche coppie di sorelle come Claudia Rivelli - Francesca Rivelli , oppure Katiuscia - Paola Pitti o ancora Luciano Francioli - Germana Francioli.

    La casa editrice produsse un film con i propri attori, esperimento coronato da poco successo.


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