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SCARICA SENDBLASTER 3

Posted on Author Mezil Posted in Autisti


    SendBlaster software per newsletter. SendBlaster è il miglior software per fare email marketing, per l'invio di newsletter e adesso anche di Scarica versione 3 . La creazione di un template per la tua email, la gestione delle liste e l'invio della tua newsletter saranno ancora più semplici ed efficaci! Scarica GratisAcquista. SendBlaster, download gratis. SendBlaster Sendblaster Facile e veloce inviare newsletter. Con SendBlaster 3 è possibile visualizzare alcune informazioni dettagliate Il software di newsletter SendBlaster scarica nuovi messaggi da un account POP3, .

    Nome: sendblaster 3
    Formato:Fichier D’archive
    Sistemi operativi: Android. Windows XP/7/10. iOS. MacOS.
    Licenza:Solo per uso personale
    Dimensione del file: 18.22 MB

    Indirizzo pec poste italiane La PEC Postecert consente di inviare tramite posta elettronica comunicazioni e documenti con un elevato livello di sicurezza, con lo stesso valore legale della raccomandata con ricevuta di ritorno. Ogni parola deve contenere almeno tre caratteri. La soluzione più semplice per inviare e ricevere messaggi di testo e documenti tramite posta elettronica con la stesso valore legale della raccomandata con ricevuta di ritorno.

    Si tratta di un servizio economico pensato per utenti privati. Tuttavia, ripetendola è possibile intestare ulteriori PEC Privati al medesimo soggetto.

    Per gli utenti pi esigenti, possibile utilizzare - previa installazione di un plugin gratuito - un editor HTML avanzato, in grado di dare pieno supporto anche ad altri linguaggi, come CSS ed elementi DOM.

    Questioni di grafica: l'uso corretto delle immagini Se avete optato per una email che comprende elementi grafici, allora necessario gestire al meglio l'utilizzo delle immagini nella newsletter.

    Tuttavia, non tutti i client visualizzano il testo alternativo! Evitate le GIF animate. Sono decisamente kitsch. Evitate di utilizzare le immagini come background, perch vengono tagliate quasi sempre dai client di posta.

    Ricordate che il bottone di call to action potrebbe non essere visualizzato. Per questo, il link relativo alla landing page dovrebbe sempre essere disponibile anche in forma testuale.

    Un punto fondamentale calcolare il giusto peso delle immagini. Per evitare problemi con la deliverability la capacit del messaggio di essere ricevuto dagli inbox , necessario che le immagini non siano troppo cariche. Per mantenere alta la qualit, tuttavia, possibile usare alcuni trucchi: a. Un software come Adobe PhotoShop implementa questo tipo di tecnica. Troppe immagini o una newsletter fatta di sole immagini rischiano di far precipitare l'email nello spam.

    Un messaggio che contiene soltanto un enorme elemento grafico ha possibilit molto alte di essere rigettato: includete sempre del testo. Fate un po' di conti conclusivi: il peso totale del messaggio HTML e immagini incluse non dovrebbe superare gli Kb. Non c' un limite fisso e riconosciuto, ma pi un'email leggera pi viene recapitata con facilit.

    Per quanto riguarda il rendering, tenete presente che i principali client di posta elettronica effettuano di default il blocco delle immagini. Questa uno degli inconvenienti pi fastidiosi quando si vede in azione il layout che si studiato con tanta fatica e pazienza.

    Se la vostra email interamente grafica, il risultato potrebbe essere dunque molto spiacevole, come per questa DEM di Eprice. Ma a volte soprattutto nei tempi molto stretti della fruizione online contemporanea un click pu essere gi una richiesta eccessiva Su Email Marketing Reports, Mark Brownlow la mette ironicamente cos: Se volete un open rate pi alto, per esempio, mandate un coupon da dollari via email, e mettete il numero del coupon in un'immagine.

    Gli open rate aumenteranno dato che tutti disattiveranno il blocco delle immagini per avere il proprio coupon. Ma il ROI della campagna non aumenter di un centesimo. La deliverability e il rendering di una email sono dunque un fattore chiave per valutare la riuscita del vostro lavoro. Un'ultima dritta: le immagini sono molto importanti per l'impatto di un'email, ma non sono fondamentali.

    Quello che fondamentale sempre il contenuto che state proponendo: valutate con cura il rapporto fra grafica e testo e fate in modo che la vostra email risulti sempre funzionale e informativa anche in caso di blocco totale delle immagini. Avere cura del footer Il footer di un'email un elemento da non sottovalutare: per quanto marginale, se ben utilizzato pu fare la differenza tra un messaggio da dilettanti e uno davvero professionale.

    Graficamente, il posizionamento del footer nella parte conclusiva dell'email. Bench non sia rilevante per la call to action, non comunque spazio morto: ci sono utenti che scrollano le newsletter fino in fondo, e questi utenti si aspettano di trovarvi qualcosa di valore. Evitate quindi di riempire il footer di testo inutile es.

    Il disclaimer e il link per disiscriversi dal database di invio non devono mai mancare! L'eventuale link che porta al profilo dell'utente sul sito d'origine, nel caso siano previste delle registrazioni. Un eventuale banner pubblicitario.

    La serie di link ai social network aziendali Twitter, Facebook, LinkedIn Un ottimo esempio di utilizzo del footer dato dalla newsletter di Yoox. L'unico appunto che si pu muovere la scarsa visibilit del font contro lo sfondo.

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    Con SendBlaster, l'inserimento dei link ai canali social particolarmente semplice. Potete naturalmente aggiungerli in qualsiasi posizione all'interno del vostro messaggio, anche se come detto nel capitolo, noi consigliamo di aggiungerli nel footer, insieme al disclaimer e al link per la cancellazione.

    Nell'editor di SendBlaster trovate la scorciatoia per aggiungere, con un unico click, l'icona e il link della vostra Pagina Facebook e del vostro account Twitter. Disclaimer: chiaro, discreto e fondamentale Parliamoci chiaro: qualsiasi comunicazione di massa che non contenga un disclaimer per la disiscrizione da considerarsi alla stregua dello spam. In particolare, occorre fare in modo che questo processo sia il pi semplice possibile. Peggio ancora chiedere all'utente di tornare nella sua area personale e modificare la dichiarazione di consenso, senza indicazioni precise al riguardo.

    L'ideale un link embedded posto nel footer: Se non vuoi pi ricevere questa newsletter, clicca qui, o simili. Niente immagini limitatevi a un semplice link testuale. A sua volta, la landing page non deve essere complicata: inserire nuovamente i propri dati un passaggio inutile e irritante. La cosa migliore dunque chiedere una banale conferma di opt-out, come fa ad esempio Euronics. Sono trend negativi che stupiscono, in quanto la best practice dell'opt-out non certo cosa inedita.

    Anzi: non pensate che rendere facile il processo di disiscrizione vi porti a perdere clienti: anzi, render pi solido il vostro marchio grazie al rispetto che mostrate verso la libert di scelta.

    Essere onesti, naturalmente, non significa mettere in particolare rilievo questa opzione: n vi impedisce di lanciare un ultimo amo per trattenere l'utente. Sulla landing page finale potete dunque offrire un incentivo, uno sconto, o ricordare quanto sono utili le vostre informazioni. Facebook arriva fino allo sfinimento emotivo, mostrandovi le foto di alcuni amici e sottolineando che gli mancherete Ma non c' bisogno di sfiorare la manipolazione come fanno Zuckerberg e soci: sono sufficienti due righe garbate e amichevoli.

    Middleton Hughes e Sweetser, nel gi citato Succesful E-Mail Marketing Strategies, consigliano di differenziare l'ultima offerta con una scelta multipla: [] la landing page chiede all'utente perch vuole disiscriversi con un semplice pulsante a doppia o tripla scelta, del tipo: i prezzi sono troppo alti, le email non sono rilevanti, spedite troppo di frequente.

    Se clicca il terzo pulsante, offritegli di continuare con email meno frequenti, ad esempio una vota a settimana, ogni due od ogni mese.

    Meglio averlo pi di rado che non averlo affatto. Se vi dice che le email non sono rilevanti, fornitegli una scelta fra diversi tipi se ne avete. Questo metodo ha anche il vantaggio di poter tracciare con cura le ragioni per cui un utente si disiscrive in base alla seconda e ultima landing page, contenente l'offerta specifica e relativa al motivo di lamentela.

    Se invece non avete niente da offrire, e preferite lasciare il vostro ex utente libero in un unico click, non dimenticatevi comunque di salutarlo e ringraziarlo. Eppure basta cos poco, per lasciare un buon ricordo magari un motivo per tornare a trovarvi. Con SendBlaster, l'intera procedura di iscrizione e di cancellazione pu essere gestita in modo automatico.

    Per farlo, sufficiente che associate un indirizzo email per ogni vostra lista di distribuzione. SendBlaster utilizzer l'account POP3 per scaricare le eventuali richieste di cancellazione ed eliminer subito i rispettivi indirizzi email. Allo stesso modo, SendBlaster pu essere utilizzato per gestire le iscrizioni.

    In questo caso le richieste di iscrizione con oggetto Subscribe saranno scaricate ed i mittenti automaticamente iscritti alla vostra lista. Landing page: il ghiaccio profondo dell'iceberg Perch delle email brevi e compatte producono un numero alto di conversioni?

    Perch sono soltanto la punta dell'iceberg del contenuto vero e proprio: il resto si trova sul sito web di riferimento, nelle landing page letteralmente le pagine di atterraggio cui puntano i link contenuti nel messaggio. Capire l'importanza delle landing page cruciale per qualunque campagna di email marketing.

    Qui si realizzano le conversioni che determinano la riuscita di un'azione: l'utente si registra, compie un acquisto, scarica un file. La vostra newsletter pu essere convincente quanto volete, ma il click che vi siete guadagnati solo met del lavoro e in un certo senso, nemmeno la met pi importante. Fare affidamento sul solo contenuto di un messaggio un errore diffuso e gravissimo: l'email di massa uno strumento interattivo, che deve rimandare salvo alcuni casi eccezionali a un altrove dove l'utente pu muoversi e agire secondo quanto richiesto.

    In genere, le landing page sono divise in due macrocategorie: pagine reference di semplice consultazione e pagine transazionali dove si porta a termine una determinata attivit, come le pagine di conferma, di check-out dopo un acquisto, di promozione per un'offerta Le pagine transazionali sono le pi importanti, e necessitano di alcuni accorgimenti base: Coerenza.

    La landing page a tutti gli effetti un'estensione diretta del link e dell'email da cui partita: deve pertanto essere coerente con la sua fonte sia dal punto di vista grafico che dal punto di vista dei contenuti. Sembrer ovvio, ma non fa male ripeterlo ancora una volta: nessuno vuole cliccare per ricevere una promozione e ritrovarsi su una pagina che parla di tutt'altro La landing page dove vi giocate tutto il lavoro.

    Fatela troppo complessa, e anche l'open rate pi alto non servir a nulla. Tutte le azioni da compiere devono dunque essere rese il pi immediate possibili. Scegliete una grafica che rispetti l'impostazione del vostro sito, ma puntate tutto sulla salienza del messaggio.

    Sono preferibili immagini e box di media grandezza, con colori ed elementi grafici che risaltino sullo sfondo. Nel caso stiate vendendo un prodotto, una fotografia in buona risoluzione l'ideale per solleticare il desiderio dell'utente. Una landing page ospita spesso un form da compilare e dunque costringe l'utente all'inserimento di diversi dati. Assicurare la massima fluidit nella raccolta di queste informazioni, cos come in qualunque altro tipo di azione richiesta, fondamentale.

    Posto che il link dell'email punti sulla pagina giusta controllatelo sempre, e soprattutto evitate sempre di linkare solo l'homepage , necessario che tutto sulla landing page funzioni a pennello. Se si pu scusare qualche errore contenuto nella newsletter vuoi per la fretta, o perch se ne stanno spedendo diverse al momento di convertire non ci sono scuse.

    Effettuare dei test importante anche per le landing page: se vedete che il tasso di conversione precipita, c' qualcosa che non va nell'impostazione della pagina. Fate un esame di coscienza, mettetevi nei panni dell'utente e sperimentate qualcosa di diverso: persino il layout che pensavate pi efficace pu risultare un abbaglio come sempre, sono i clienti ad avere l'ultima parola, e quando anche il cliente pi motivato scappa a gambe levate, be' Forse davvero il caso di ripensare la strategia!

    Per finire, qui di seguito proponiamo tre esempi di landing page di grande efficacia, anche se parecchio diversi fra loro. Potranno esservi utili per trarre qualche spunto creativo e magari dare una rinfrescata al vostro design: come sempre, anche quando si tratta di grafica tenersi aggiornati e studiare le soluzioni pi accattivanti un ottimo modo per elaborare senza copiare!

    Ecco la pagina post-iscrizione di Samsung. Anche la scelta di chiedere dati personali solo dopo l'iscrizione alla newsletter che avviene con la semplice immissione della propria email interessante. Anche Campl. Qui abbiamo una breve descrizione del prodotto, una splendida foto e un titolo di sicuro impatto.

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    La grafica in particolare molto elegante e se volete c' pure un piccolo video. La call to action arricchita dal bottone rosso, che risalta cromaticamente: forse poteva essere ingrandito un po', per renderlo ancora pi chiaro.

    E chiudiamo con una pagina click-through di Broadvision. Molto osata e originale certo non sono dei principianti! Bella domanda. Se la pongono tutti, e la risposta pi ovvia che non c' una risposta semplice e univoca.

    La frequenza di invio l'aspetto che dipende maggiormente dalla tipologia di email, dal settore di mercato dell'attivit, dal numero e tipo di utenti del database, e naturalmente dalle vostre strategie di comunicazione.

    Quindi, scordatevi qualsiasi ricetta magica da supermarketer. L'unico modo di stabilire la giusta frequenza quella di una seria analisi della vostra attivit.

    In generale, ci sono due tipi di preoccupazioni: inviare troppe email, o inviarne troppo poche. La regola che non si pu costruire una relazione autentica soltanto con comunicazioni unidirezionali o saltuarie.

    Non potete mandare un messaggio di saluto o promozione soltanto a Pasqua e Natale: nessuno si ricorder di voi. D'altro canto, essere sommersi anche peggio. Immagino che a tutti sia capitato di lamentarsi per questo motivo: e in un regime dove l'overload diventato quasi la prassi e dove l'attenzione diventata materia di economia alienarsi un utente a causa di troppi invii davvero un suicidio strategico.

    Non solo. Le email troppo numerose generano disiscrizioni o peggio ancora, e pi spesso di quanto crediate vengono segnalate come spam, e di conseguenza riducono di molto la deliverability oltre a inquadrarvi come dei rompiscatole. Quindi: la frequenza di invio dipende sempre da cosa avete da dire e dal tipo di servizio che proponete. Non sforzatevi di inviare newsletter con un contenuto irrilevante soltanto perch bisogna mandarle: un approccio che non funziona in nessun caso, nel marketing come nella vita.

    L'unica regola generale che sembra avere un minimo di applicazione concreta, dopo anni di esperienze, : almeno una volta al mese e mai pi di una volta ogni 48h.

    Naturalmente ci sono sempre delle eccezioni. Se siete nel settore delle informazioni, potete inviare delle newsletter giornaliere come ad esempio i quotidiani online. Ci detto, ecco un po' di consigli da declinare a seconda del vostro caso: Tenete d'occhio la strategia nel complesso.

    Un foglio elettronico con tutti gli invii effettuati e quelli programmati dovrebbe sempre essere disponibile per tutti i collaboratori. A parte casi straordinari, non dovrebbe esserci niente di imprevisto nella pianificazione delle cadenze di invio.

    In questo modo anche molto pi facile tracciare i risultati. Certo, le cadenze vanno organizzate basandosi sul reale contenuto che avete a disposizione.

    Se pianificate una promozione alla settimana, non pensate di mandare tre newsletter a tutto il database: semplicemente non c' alcun motivo per farlo. Concentratevi sull'analytics vedi parte 5, capitolo 3. L'open rate e il click-through rate, cos come i tassi di disiscrizione, vi daranno una mano per capire se state spedendo troppi messaggi o troppo pochi. Molto utili sono le comparazioni fra periodi: confrontate il progresso o regresso delle conversioni nei vari trimestri o semestri , e valutate delle contromosse.

    Aumentate il valore. In uno dei suoi articoli pi brillanti, Mark Brownlow demolisce l'idea che incrementare gli invii corrisponda a un miglioramento dei risultati. Suggerisce dunque di aumentare il valore del contenuto, invece della semplice frequenza in modo da capitalizzare la fidelizzazione del database. E sottolinea: Il numero ottimale di email per un destinatario non ottimale per il destinatario successivo. Offrite una scelta. Se avete a disposizione materiale e tempo sufficiente, potete fare in modo che l'utente scelga in prima persona la frequenza migliore per s: settimanale, bisettimanale, mensile e cos via.

    Se invece non avete risorse sufficienti per diversificare i tipi di invio, ricordate sempre il prossimo consiglio Ascoltate i vostri utenti.

    La frequenza dipende in minima parte da voi anche se questo pu sembrarvi strano.

    Leggi anche:BELIEVER SCARICA

    Oggi un tentativo simile cadrebbe subito nel vuoto. E quindi: leggete le risposte e i feedback che vi arrivano ognuna merita la massima attenzione, anche se certo non va presa per oro colato.

    Traduzione di "email body" in italiano

    Ricordate quello che diceva Brownlow: non tutti gli utenti sono uguali. Ci che li rende simili, per, il fatto che hanno deciso di iscriversi alla vostra mailing list, e dunque sono interessati a ricevere informazioni da voi.

    Fate in modo che questo avvenga al meglio. Effettuate dei test su una piccola sezione di utenti se cambiare la frequenza e la tipologia di invio. Torniamo ora alla domanda iniziale: Qual la frequenza giusta per un invio? Dopo questo breve viaggio nelle best practice, lasciamo la parola a Loren McDonald di SilverPop, che in un post la metteva cos: una domanda che mi viene posta tutto il tempo dagli email marketer. Il problema che si tratta della domanda sbagliata. Chiedetevi invece: Come posso creare un programma di email che usa le informazioni demografiche, le preferenze e i comportamenti per massimizzare il valore dei miei clienti?

    L'invio delle email con SendBlaster pu essere interrotto e ripreso pi volte. Si tratta di una caratteristica particolarmente utile nel caso in cui il proprio server SMTP non permetta di inviare pi di un certo numero di messaggi in un determinato intervallo temporale ad esempio, cento email al massimo in un'ora. Per accedere a questa funzione sufficiente consultare il pannello Cronologia, in cui sono presenti altri strumenti per la gestione degli invii quali la visualizzazione dei log , e alcuni tool per l'esportazione degli indirizzi, molto utili per ripulire le liste dagli indirizzi non funzionanti.

    Il giorno giusto, l'ora giusta Una delle leggende metropolitane pi diffuse dell'email marketing sapere con certezza quali siano il giorno migliore e il momento migliore per mandare le newsletter. C' chi consiglia il luned mattina, chi il mercoled pomeriggio, chi altri orari. Se poi googlate "best time to send email" o chiavi di ricerca simili, avrete circa mezzo miliardo di risultati a disposizione Diciamo che non esattamente un buon segno.

    In realt, se non c' una ricetta valida per ogni occasione e ogni tipo di email, tuttavia possibile indicare alcuni orari e giorni pi validi di altri a seconda del tipo di invio. Al di l delle regole base di buon senso spedire una newsletter a mezzanotte di sabato difficilmente servir a qualcosa , una prassi ragionevole inviare DEM commerciali verso met mattina le 10 o le 11 e in giorni di met settimana. Stesso discorso per le email B2B business to business. Naturalmente, in caso di promozioni a tempo determinato ad esempio della durata di due giorni ogni schema salta, e l'invio viene pianificato a seconda del periodo promozionale.

    Per quanto riguarda le newsletter informative, se si tratta di un invio giornaliero come per i quotidiani naturalmente la mattina presto il momento ideale; se invece l'invio settimanale pu avere senso spedirlo nel pomeriggio. In genere, tutti tendono a evitare il luned, il venerd e le ore serali, perch ragionamento classico il luned c' troppa roba da fare, e il venerd nessuno la legge davvero, cos come per la sera.

    Quindi, i giorni tipicamente suggeriti sono il marted o il gioved. S, okay. Ma se confrontate alcuni dei report principali riguardo gli open rate come quelli disponibili online sui siti di MailerMailer o di eRoi , noterete come il best day cambia di continuo di anno in anno e di analisi in analisi. Addirittura, l'esperta Jenn Abecassis su 60secondmarketer. Gi, dipende. Morale: testare rimane sempre l'opzione migliore. Sarete voi a determinare, idealmente a seconda del segmento di riferimento, il momento giusto in cui schiacciare Send: la cattiva notizia che richiede tempo e attenzione, anche perch spesso l'identificazione di parametri per la segmentazione temporale non cosa semplice.

    Ecco qualche elemento da tenere presente: La fascia demografica d'interesse. Una newsletter per mamme es. Se state spedendo una newsletter promozionale di libri a un parco utenti fra i 16 e i 25 anni, probabilmente ha senso farlo nel tardo pomeriggio. Se invece si tratta di email dirette a lavoratori 9hh, la mattina in genere pi indicata. Unione liste e spostamento contatti E' possibile unire in modo facile e veloce due o più liste o spostare un gruppo di contatti da una lista ad un'altra attraverso l'utilizzo di regole avanzate..

    Gestione dei bounce back I messaggi respinti vengono riconosciuti automaticamente e gli indirizzi di origine possono essere disabilitati o cancellati dalle liste. Vedi come SendBlaster gestisce i bounce-back. Cronologia iscrizioni e disiscrizioni Le iscrizioni, le disiscrizioni e i messaggi bounce sono ora salvati in un database unitamente alle rispettive date. In questo modo è possibile monitorarli ed eventualmente esportarli per riutilizzarli o riprocessarli.

    La Posta Elettronica Certificata PEC è il sistema che consente di inviare e-mail con valore legale equiparato ad una raccomandata con ricevuta di ritorno, come stabilito dalla normativa DPR 11 Febbraio n.

    Posta elettronica certificata PEC gratis o a pagamento, guida alle migliori caselle disponibili online, gratis e a pagamento. Come fare per avere PEC gratuita. Da notare che il campo viene compilato in automatico dalla applicazione prelevandolo dal profilo con cui mi sono registrato sul sito Poste.

    Se inserito non sono necessari altri criteri di ricerca. Forniamo le notizie che seguono, per il vero un po' off topic rispetto ai contenuti di questo blog, per consentire ai Colleghi di ottenere in maniera più celere le dichiarazioni di quantità e, all'esito della notifica dell'ordinanza di assegnazione, i relativi pagamenti, allorché il terzo pignorato sia Poste Italiane Spa.

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    Altri servizi di posta elettronica certificata PEC Una volta terminato il periodo di prova con le caselle di posta certificata gratis consigliate poco fa, quale servizio PEC scegliere? Di seguito ho raccolto i principali servizi PEC disponibili in Italia, dal più economico al più caro. Hi, do you have any experience with Italian PEC service?

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    Ti informiamo, inoltre, che per usufruire dei servizi online devi possedere almeno una polizza Poste Vita o Poste Assicura. Oppure via e-mail all'indirizzo: reclami poste-assicura. Several not all our customers ask us to receive our invoices by PEC, now they receive our invoices by stant I nostri cookie e quelli installati da terze parti ci aiutano a migliorare i nostri servizi online.

    Se ne accetti l'uso continua a navigare sul nostro sito. Per verificare o recuperare le credenziali di accesso al sito di Poste, è necessario contattare il Servizio Clienti di Poste Italiane ai numeri: La Posta Elettronica Certificata PEC di Poste Italiane permette di ricevere e inviare con elevato livello di sicurezza i vostri messaggi e documenti informatici.

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    My crabgrass is not dying. How to prevent and control crabgrass - Duration: Pest and Lawn Ginja 1,, views Dopo giorni e giorni di tentativi decido di andare fino in fondo. Dovendo rinnovare la Posta Elettronica Certificata le informazioni, che ho ricevuto attraverso il numero verde Il Commercialista Notaio per le società solitamente fa lui l'iscrizione, ma è necessario prima aver registrato un indirizzo PEC da comunicargli.

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