Nwoverland

Nwoverland

SCARICA RLC

Posted on Author Grorr Posted in Autisti


    In elettronica, un circuito RLC è un circuito elettronico contenente solo resistori, induttori e Crea un libro · Scarica come PDF · Versione stampabile. Oscillazioni libere e risonanza di un circuito RLC-serie. Con questa breve nota si vuole fornire allo studente un ausilio alla preparazione ed alla effettuazione. Il circuito RLC serie. • Se si aggiunge un induttore al circuito RC si ottiene un circuito RLC serie. • Sia L l' induttanza Ovvero scarica di un condensatore in un. In queste condizioni la corrente varrà o o. Fase. Rs. iV. iI. 0 con. = = ed il circuito risulterà puramente ohmmico. By A.C. Neve – Circuito risonante RLC. 2.

    Nome: rlc
    Formato:Fichier D’archive
    Sistemi operativi: iOS. Windows XP/7/10. MacOS. Android.
    Licenza:Solo per uso personale
    Dimensione del file: 50.50 MB

    Consideriamo il circuito di fig. La tensione e la corrente sono in fase come si evince dall'espressione analitica e si osserva in fig. Confrontando l'espressione di V ottenuta con quella di I ci accorgiamo che la tensione è in anticipo rispetto alla corrente come si osserva anche nella fig.

    Consideriamo ora il circuito di fig. Consideriamo ora fig. Nella fig.

    È possibile impostare il momento in cui la forcella si scarica, forza di bloccaggio, regolando la manopola nera sul lato destro del tappo.

    Sono presenti 10 scatti di regolazione. Una comoda funzione di regolazione della manopola di soglia dello scarico è quella che consente di lasciare la forcella in posizione bloccata; non è più necessario smanettare con i comandi della forcella quando la guida richiede un'attenzione esclusiva.

    Sebbene possa essere necessario regolare la manopola qualche volta per trovare l'impostazione preferita, una volta trovatala è possibile lasciare semplicemente la forcella nella posizione bloccata.

    La forcella risponde allora agli urti nella corsa ad esempio, ma è bloccata quando il biker è sollevato dal sellino su una salita.

    Ruotare la manopola in senso orario per uno scarico più lento e in senso antiorario per uno più rapido. Vi sono 12 scatti di regolazione. Per iniziare, ruotare la manopola completamente in senso orario finché si arresta, quindi in senso antiorario di uno scatto.

    Lo smorzamento della compressione a bassa velocità è regolato dall'anello blu con bordo smussato posizionato sotto la levetta blu di bloccaggio. L'anello ha 8 scatti di regolazione. Lo smorzamento della compressione controlla la velocità di compressione della forcella. Regolare la compressione a bassa velocità con il blocco disabilitato levetta di blocco ruotata completamente in senso antiorario.

    L'impostazione di fabbrica è 8 scatti verso l'esterno in senso antiorario, dalla posizione completamente chiusa in senso orario. Massima trazione della ruota e risposta agli ostacoli.

    Abbassamento eccessivo. Abbassamento insufficiente. Eccessivo affondamento. Descrizione impostazione. Suggerimenti per la taratura.

    Ritorno lento. Se è troppo lento la forcella si imballa e la guida diventa difficoltosa. Ritorno medio. Ritorno veloce. Se è troppo veloce ci sarà una insufficiente trazione e salto della ruota. Compressione dura. Se è troppo rigido ci sarà una insufficiente trazione e salto della ruota. Non si era in grado cioè di produrre correnti elettriche durevoli. Fu Luigi Galvani , professore di anatomia all'università di Bologna, ad osservare per primo, durante i suoi studi sulla propagazione degli impulsi nervosi, che quando si toccavano i nervi scoperti di una rana con due metalli diversi - rame e argento oppure zinco e rame - si produceva una piccola scarica che faceva contrarre i muscoli dell'animale.

    CIRCUITI ELETTRICI: RL, RC, RLC

    Quest'effetto detto elettricità animale venne subito messo in relazione con i diversi metalli impiegati e sfruttato da Alessandro Volta per realizzare uno strumento di grande utilità per gli studi successivi, la pila, per mezzo della quale era possibile produrre una scarica di notevole durata. Nella pila di Volta vi erano un disco di rame e un disco di zinco, separati da un disco di panno imbevuto in una soluzione acquosa di acido solforico: questi tre dischi ne formavano un elemento.

    La pila era formata da parecchi di questi elementi appoggiati uno sopra l'altro. Il contatto tra i due poli era stabilito mediante due fili di rame attaccati rispettivamente uno allo zinco all'estremità inferiore della pila e l'altro al rame all'estremità superiore. Quando il circuito veniva "chiuso", si aveva il passaggio continuo di elettricità.

    Si determinava cioè la comparsa di una corrente elettrica, che circolava dal polo positivo al polo negativo per ritornare al polo positivo di partenza, dopo avere attraversato l'interno della pila. Mettendo dunque a contatto due metalli diversi si origina elettricità: la pila di Volta era il primo generatore di corrente. Le comuni pile sono altrettanti generatori di corrente.

    Quando si collegano i poli di una pila con un conduttore, si genera in questo un flusso di elettroni, cioè una corrente elettrica. L'insieme costituito dal generatore, cioè dalla pila, e dal filo conduttore collegato ai suoi poli si chiama circuito elettrico. Opportuni dispositivi, detti interruttori, consentono o meno il passaggio della corrente nel circuito a seconda della necessità di una sua utilizzazione.

    In questo caso il circuito si dice chiuso;. In questo caso il circuito si dice aperto. Abbiamo già osservato il meccanismo di conduzione della corrente nei liquidi a proposito del sale da cucina NaCl. Ora vogliamo vedere il fenomeno sotto un altro aspetto. Quando lo ione Cl arriva all'elettrodo positivo, cede il suo elettrone in più all'elettrodo stesso, diventando neutro.

    Cloro e sodio rimangono dunque depositati intorno al rispettivo elettrodo. Qual è il risultato del passaggio di corrente? E molto semplice: la molecola di sale NaCI è stata scomposta nei suoi due componenti sodio e cloro che possono essere recuperati agli elettrodi. L'effetto chimico del passaggio di corrente consiste appunto in questo fenomeno, chiamato elettrolisi.

    Un altro effetto della corrente elettrica di notevole importanza per le sue numerose e utili applicazioni è l'effetto termico, che consiste nel riscaldamento di un conduttore quando questo viene attraversata dalla corrente.

    Infatti gli elettroni in movimento che formano la corrente urtano continuamente gli atomi del conduttore incontrando una resistenza durante il loro moto. Spesso, è utile inserire una resistenza in un circuito elettrico, proprio per sfruttare l'energia che gli elettroni, ostacolati nel loro fluire, sono costretti a cedere agli atomi in quel tratto di circuito.

    Le applicazioni dell'effetto termico della corrente sono tantissime. Il ferro da stiro, che viene normalmente utilizzato nelle nostre case, si riscalda grazie a delle resistenze che appunto sfruttano tale effetto. Lo stesso principio viene utilizzato dall' asciugacapelli, dal tostapane e dalla stufa elettrica.

    L'ultimo effetto della corrente elettrica è quello magnetico: un conduttore percorso da corrente è in grado di influenzare l'ago di una bussola posta nelle sue vicinanze.

    Naturalmente è importante poter misurare l'intensità di una corrente elettrica, cioè il numero di cariche elettriche quantità di elettricità che nell'unità di tempo in un secondo passano attraverso la sezione di un conduttore.

    L'unità di misura dell'intensità di corrente è l'ampere A. Un ampere è uguale a 6,25 x 10 18 elettroni al secondo. Come si è appreso, in una pila elettrica vi è un accumulo di elettroni in corrispondenza di uno dei due poli.

    Viceversa l'altro polo che non ha accumulato elettroni, è descritto come una zona di basso potenziale -. La differenza di potenziale fra i due elettrodi si chiama voltaggio o tensione. Il voltaggio è una misura dell'energia disponibile per muovere le cariche di un circuito: il voltaggio si misura in volt V. L'unità di misura della resistenza è l'ohm. Parecchi sono i fattori che influenzano la resistenza di un conduttore:.

    L'acqua scorre con maggiore difficoltà attraverso un tubo lungo che attraverso un tubo corto;. Non tutti i conduttori trasportano la stessa quantità di corrente elettrica. Per esempio, un filo collegato a una stufa elettrica trasporta maggior quantità di corrente di uno collegato a una lampadina. L'intensità della corrente e la resistenza sono due grandezze inversamente proporzionali. Di quanto è maggiore l'una, di tanto l'altra è minore e viceversa. La relazione tra voltaggio tensione , intensità di corrente e resistenza si esprime con la legge di Ohm secondo la quale: ad una tensione maggiore corrisponde un'intensità di corrente maggiore; ad una resistenza maggiore corrisponde una intensità di corrente minore.

    Questa legge è molto importante poiché consente di determinare una delle tre grandezze, quando sono note le altre due. Se indichiamo con V la tensione, con I l'intensità e con R la resistenza, si ha la formula. Da essa si possono ricavare le altre due formule:. I principali generatori di corrente elettrica sono: le pile, gli accumulatori, le dinamo e gli alterrnatori. Pile e accumulatori sono generatori chimici: producono energia elettrica, a partire da quella chimica, in base a un processo simile a quello dell' elettrolisi.

    Le pile sono utilizzate per far funzionare radioline, giradischi, registratori, orologi elettrici, cineprese e, in generale, tutti gli apparecchi portatili, che funzionano indipendentemente dall'allacciamento alla rete elettrica, e che non richiedono tensioni troppo elevate. Negli accumulatori a piombo alcune lastre di piombo, alternate a lastre di biossido di piombo, sono immerse in acido solforico diluito con acqua distillata.

    Nella fase di scarica l'accumulatore eroga energia elettrica ottenuta dalla trasformazione di energia chimica: le lastre di piombo liberano elettroni che sono acquisiti dalle lastre di biossido.

    In questo processo l'acido solforico si combina con il biossido di piombo dando solfato di piombo; quando tutto l'acido solforico si è trasformato, l'accumulatore smette di funzionare; si deve allora procedere alla sua carica, fornendo energia elettrica alle piastre il processo chimico allora s'inverte. Nella pila, due elettrodi di metallo diverso sono immersi in una soluzione elettrolitica; l'anodo è costituito da un metallo che tende a sovraccaricarsi di elettroni mentre il catodo è l'elettrodo che tende a perdere elettroni; lo spostamento di elettroni dal catodo all'anodo genera la corrente elettrica.

    Nelle pile in uso si è sostituita la soluzione corrosiva e difficilmente trasportabile con una sostanza gelatinosa resa compatta. Le pile in uso sono costituite da un catodo di carbone, posto al centro dell'impasto gelatinoso, circondato da un involucro di zinco che funziona da anodo; il tutto è rivestito da un involucro isolante e protettivo da cui escono solo le piastrine per il collegamento.

    Con il tempo l'anodo di zinco si ossida diventando inutilizzabile: ecco perché le pile sono generatori limitati nel tempo devono essere sostituite di frequente. Sono attualmente in commercio anche pile pile al cadmio-nichel che funzionano come accumulatori di piccole dimensioni, perché possono essere ricaricate. L'energia elettrica si trasforma in altra forma di energia: luminosa nelle lampadine , termica nelle stufe , sonora negli stereo.

    Non tutti i dispositivi elettrici usano la medesima quantità di energia. Supponiamo di voler riscaldare una stanza usando l'energia elettrica: allo scopo userai una stufa elettrica che emette una maggiore quantità di calore di un asciugacapelli e che consumerà anche più corrente dell'asciugacapelli funzionando per lo stesso periodo di tempo.

    Quanta più corrente usa un apparecchio elettrico, tanto maggiore è l'energia elettrica che consuma. La quantità di energia elettrica consumata nell'unità di tempo secondo si chiama potenza elettrica. La potenza della stufa elettrica è maggiore di quella dell'asciugacapelli poiché la stufa utilizza una quantità maggiore di energia elettrica al secondo rispetto all' asciugacapelli. La potenza si misura in watt W. La potenza è il lavoro che si compie in rapporto al tempo che si impiega a compierlo; poiché il lavoro è energia, possiamo considerare la potenza come l'energia trasformata nell'unità di tempo.

    Più alto è il numero di watt, più intensa è la luce emessa dalla lampadina e maggiore è l'energia che consuma. Un'unità di potenza superiore al watt è il kilowatt kW. Un kilowatt è un'unità di potenza uguale a watt, ossia joule al secondo. Conduttori e isolanti U na lampadina è collegata con fili di rame in un circuito aperto. Se si chiude il circuito con oggetti diversi si osserva che la lampadina si accende solo nel caso di determinati oggetti. La tensione di alimentazione T re lampadine identiche sono collegate rispettivamente a tre pile da 4,5 V, 3 V e 1,5 V.

    L'intensità luminosa prodotta dalle tre lampadine è corrispondentemente decrescente. L'additività delle tensioni di alimentazione U na lampadina viene collegata alla pila da 4,5 V e un'altra identica ad un sistema di tre pile da 1,5 V in serie: si osserva che la luminosità delle lampadine è uguale.

    L'alimentazione in parallelo S i collega una pila da 4,5 V a tre lampadine identiche in parallelo. Accanto, un'unica lampadina viene collegata con una pila da 4,5 V. Tutte le lampadine hanno la stessa luminosità. Lampadine in serie S i alimentano tre lampadine uguali collegate in serie con una pila da 4,5 V. La luminosità delle lampadine è la stessa e appare circa un terzo di quella di un'unica lampadina collegata con una pila da 4,5 V.

    Alimentazione in parallelo per lampadine in serie D ue lampadine in serie vengono alimentate con una pila da 4,5 V e successivamente con due pile da 4,5 V in parallelo. La luminosità di ciascuna lampadina è in ogni caso uguale a quella di una singola lampadina alimentata con una pila da 4,5 V.

    Il reostato U n lungo filo conduttore avvolto su un cartoncino costituisce l'elemento resistivo reostato di un circuito costituito da una lampadina e una pila da 4,5 V. Prelevando con un cursore una lunghezza decrescente di tale filo conduttore si osserva l'accensione della lampadina con intensità crescente.

    Il deviatore I l circuito costituisce il più semplice esempio di deviatore. Elementi elettrici lineari. Come abbiamo già detto, un circuito si compone di vari elementi. Tra questi vi sono gli elementi cosiddetti lineari, che si definiscono tali in quanto le loro caratteristiche sono costanti, cioè indipendenti dalla tensione o dalla corrente che gli applichiamo.

    Energia scambiata da Condensatore in RLC

    Gli elementi elettrici lineari si dividono in elementi attivi, cioè in grado di fornire energia, ed elementi passivi. Vediamo allora quali sono le caratteristiche di questi elementi dandone una breve descrizione più avanti vedremo meglio e in dettaglio i vari componenti :. Senza tornare sull'argomento, già trattato nel capitolo 1, ricordiamo semplicemente che la resistenza si misura in ohm, che il suo inverso è la conduttanza, e che, poichè il passaggio di corrente provoca una dissipazione termica per effetto joule, la potenza dissipata è:.

    La capacità C è il rapporto tra la carica Q immagazzinata e la tensione V tra le due armature. La corrente I che fluisce a causa di una variazione della tensione tra le armature è pari a:.

    La tensione ai capi di una induttanza L è proporzionale alla variazione della corrente I secondo la relazione. L'unità di misura dell'induttanza è l'henry H. Elementi in serie, elementi in parallelo. Quando degli elementi sono posti in serie è possibile calcolarne il valore totale, che definiamo valore equivalente, secondo le seguenti regole:.

    Anche in questo caso è possibile calcolarne il valore equivalente in base alle seguenti regole:. E' un modo molto comune indicare il parallelo tra due elementi, in modo simbolico, con due slash tra gli elementi considerati.

    Per esempio:. Vari tipi di segnale. Con il termine segnale intendiamo generalmente indicare tensioni o correnti che seguono una certa evoluzione temporale, e che riscontriamo nei circuiti elettrici che esaminiamo. Definiamo poi con il termine forma d'onda l'insieme dei valori istantanei assunti da un segnale. Esistono vari tipi di segnali, ma comunque tutti riconducibili a due principali categorie: i segnali periodici e i segnali aperiodici o non periodici.

    Nel primo caso siamo di fronte a un segnale che si ripete in modo ciclico, ad intervalli di tempo che chiamiamo perido e indichiamo con T, e che seguono una determinata legge matematica che ne determina l'andamento. Il numero di periodi che si ripetono nell'unità di tempo definisce la frequenza f del segnale, ovvero.

    Per descrivere le caratteristiche dei segnali periodici si ricorre alla definizione di alcuni parametri.

    Come convertire un file RLC in un file PDF

    La frequenza appena citata è uno di questi, ma vi sono anche per esempio l'ampiezza massima dell'escursione del segnale, chiamata ampiezza picco-picco A pp , il valore efficace, definito come il valore che dovrebbe essere applicato ad una resistenza pura per produrre lo stesso effetto termico, il valore medio, ecc Questi parametri sono importanti perchè ci consentono di studiare in modo matematico il comportamento dei circuiti in presenza di tali segnali.

    Esaminiamo ora i segnali che più comunemente vengono usati. Il valore efficace U di un segnale sinusoidale vale. In figura è riportato l'andamento tipico di un segnale sinusoidale. La figura x rappresenta un tipico segnale ad onda quadra. Un parametro importante per questi segnali è il duty cycle d.

    Come si puo' intuire, il valore medio e il valore efficace di un segnale di questo tipo, dipende anche dal suo duty cycle, e per i segnali che presentano un d. Prendono questo nome dalla loro forma tipica, come è evidente in figura 7. Il partitore di tensione.

    Molto spesso nella pratica si usa una formula nota come formula del partitore di tensione. Questa è semplicemente una conseguenza della legge di Ohm generalizzata e dei principi di kirchhoff applicati ad un circuito, detto partitore di tensione, come quello di figura Il nome stesso suggerisce il comportamento del circuito, cioè quello di "partizionare" la tensione V, ai capi delle due resistenze, in due tensioni V 1 e V 2.

    Tramite kirchhoff scriviamo l'equazione alla maglia.

    Teorema della sovrapposizione degli effetti. Considerare un generatore alla volta significa annullare l'energia introdotta dagli altri, e cioè considerare nulla la tensione per i generatori di tensione che equivale a dire un cortocircuito e considerare nulla la corrente per i generatori di corrente che equivale a dire un circuito aperto. Prendiamo ad esempio il circuito di figura 12, composto da un generatore di tensione V, un generatore di corrente I, e quattro resistenze R 1 , R 2 , R 3 , R 4.


    Nuovi articoli: