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CONCILIO DI NICEA SCARICARE

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    Contents
  1. Concilio di Nicea del 325 d.C. Cosa stabilì?
  2. Primo Concilio di Nicea
  3. Traduzione di "concilio di nicea" in inglese
  4. Il Concilio di Nicea, 325 d.c.

Il concilio di Nicea, tenutosi nel , è stato il primo concilio ecumenico cristiano. Stampa/esporta. Crea un libro · Scarica come PDF · Versione stampabile. Tema: Simbolo Niceno contro Ario: consustanzialità del Figlio col Padre. Documenti: 20 Da scaricare, desktop, sfondi, segnalibro. michael kors side bag Primo concilio di Nicea convocato dal 19 giugno al 25 luglio (?) Papa Silvestro I. Nota di disambigua - Se stai cercando il concilio di Nicea del , vedi secondo Il Primo concilio di Nicea è stato il primo concilio ecumenico del mondo. 17, Scaricare L'invenzione dell'immagine sacra. La legittimazione ecclesiale dell'icona al secondo concilio di Nicea Libri PDF Gratis Leggere Online.

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Costantino, già nel e poi ancora nel , aveva addirittura dispensato gli ecclesiastici dagli oneri municipali tasse o servizi che lo Stato ordinariamente richiedeva , affinché - questa era la motivazione - non fossero ostacolati nell'esercizio del loro ministero.

Ma nel deve opporsi energicamente all'immediato accorrere tra le file del clero di tutti i decurioni o i ricchi, desiderosi di esimersi da tali pesi; e impose che il clero fosse ordinato solo in ragione dei posti vacanti per la morte dei titolari, vietando che una persona, che per nascita o per censo avesse obblighi curiali, potesse prendere gli ordini.

Sempre sul piano economico, Costantino permise che si arrivasse a distribuire annualmente, in ogni città, dei sussidi di grano e di altri generi alimentari alle chiese, a beneficio del clero il quale avrebbe poi dovuto ridistribuire a poveri, vedove e orfani.

Lui stesso, a sue spese, fece edificare tantissime chiese, dotandole di vaste proprietà. Con una legge del aveva reso la domenica giorno festivo obbligatorio per i lavoratori manuali e per i tribunali, anche se nella legge si precisa che la domenica andava dedicata alla "venerazione del Sole".

Egli d'altro canto continuava ad emettere monete in onore del Sol Invictus. Quanto alla preghiera una specie di Padre nostro che i soldati dovevano recitare la domenica, essa non era che una formula neutrale, a sfondo deistico, alla quale avrebbero potuto adattarsi sia i cristiani che i pagani.

In ogni caso i soldati cristiani avevano il permesso di partecipare alle funzioni domenicali. Da notare che ora la domenica subentra alle vecchie feste pagane per segnare il ritmo calendariale.

Concilio di Nicea del 325 d.C. Cosa stabilì?

Con un altro decreto dello stesso anno riconobbe a chiunque il diritto di lasciare per testamento quello che voleva alla chiesa cristiana non alla chiesa ebraica o ad altre chiese eretiche. Agli inizi furono vietati il proselitismo e la circoncisione ai loro schiavi pagani o cristiani. Costantino fece queste e altre concessioni non solo - come già si è detto - per avere l'appoggio contro Licinio, ma anche perché, una volta vinto Licinio, sperava di tenere la stessa chiesa sottomessa alla sua volontà.

A partire dal la guerra contro Licinio era durata dal al Costantino s'illuderà di poter realizzare una teocrazia monarchica, cercando di subordinare a sé la chiesa in modo politico e ideologico. Sempre nel egli pur non essendo ancora né battezzato né catecumeno, anche se si faceva chiamare "isapostolo", cioè "pari agli apostoli", e "vescovo di quanti sono fuori della chiesa" volle convocare e presiedere a Nicea, nei pressi di Nicomedia, un concilio per prendere le difese dei cristiani ortodossi contro gli ariani, che, subordinando nettamente il Cristo a Dio, erano favorevoli a una subordinazione, anche ideologica, della chiesa allo Stato.

Costantino era contrario a qualunque forma di dissenso religioso nell'ambito del cristianesimo e, per questa ragione, non si faceva scrupolo di servirsi di sinodi e concili convocati in luoghi e date che solo lui poteva decidere per eliminare rivalità di potere intraecclesiale o risolvere controversie teologiche. Era sempre lui che, in ultima istanza, decideva di dare o no l'approvazione alle deliberazioni dei sinodi, che, in caso favorevole, potevano diventare leggi imperiali.

Costantino interferiva continuamente nella vita della chiesa, anche nei casi di elezione episcopale. Le stesse comunità cattoliche ed eretiche si rivolgevano a lui perché dirimesse le loro controversie dottrinali o di altro genere, e solo quando una delle due parti si sentiva insoddisfatta delle decisioni ch'egli aveva preso, scattava l'accusa d'ingerenza negli affari ecclesiastici o comunque d'aver fatto ricorso al potere secolare.

In occasione del concilio ecumenico di Nicea il primo nella storia del cristianesimo , Costantino, pur preferendo, ovviamente, la dottrina di Ario come anche Eusebio di Cesarea e il vescovo di Nicomedia gli avevano consigliato di fare , si mise dalla parte di quella di Alessandro e Atanasio rispettivamente vescovo e diacono di Alessandria , poiché le tesi di quest'ultimi avevano ottenuto in concilio la stragrande maggioranza dei voti solo due vescovi furono contrari.

Ora, siccome la prassi conciliare impediva di poter decretare alcunché se non fosse stata raggiunta l'unanimità, Costantino decise di allontanare i due dissidenti, oltre naturalmente ad Ario dalla scomunica si passerà poi all'esilio. Gli altri vescovi quelli dell'Occidente latino, convocati da Costantino, erano stati solo sei accettarono questo atto di costrizione e intimidazione, ma cominciarono ad opporsi, tranne alcuni, all'idea di introdurre nel Credo, formulato dal concilio, la parola greca homoousios consustanziale per contrastare il subordinazionismo di Ario.

Essi temevano che con questo termine non convalidato, peraltro, da alcuna autorità biblica: probabilmente era stato suggerito a Costantino dal vescovo Osio di Cordova si sarebbe fatto un favore alle teorie dell'eretico Paolo di Samosata, che escludeva ogni distinzione tra il Padre e il Figlio. I vescovi accettarono questa seconda imposizione, ma appena tornati alle loro sedi, molti cominciarono a pentirsi d'averlo fatto e ripresero le proprie professioni di fede locali e tradizionali.

Alcuni ripudiarono apertamente la formula di Nicea, ma furono sostituiti da Costantino con uomini più condiscendenti. Per farla in breve, il concilio, voluto per raggiungere l'unanimità dogmatica, provocherà uno scoppio di ostilità teologiche che si trascineranno in Oriente per mezzo secolo e in Occidente per altri due secoli.

In un altro sinodo, a Tiro, nel , la cui presidenza era stata affidata a un dignitario di corte, gli ariani trionfarono.

Lo fece per diverse ragioni: militari andavano difesi meglio i confini orientali, maggiormente minacciati , economiche l'oriente stava manifestando una grande vivacità commerciale , culturali egli voleva creare una nuova civiltà, frutto di una sintesi tra cristianesimo e paganesimo , ma soprattutto politiche, affinché egli potesse governare in modo teocratico, in una città quasi completamente cristiana e ben disposta, sotto questo aspetto, a veder realizzato una teocrazia imperiale.

Egli sapeva bene che a Roma avrebbe incontrato maggiori resistenze sia da parte del mondo pagano nel , ad es. Anche dal punto di vista civile la città fu voluta a immagine e somiglianza del basileus : non avendo un prefetto ma un proconsole, né questori, pretori e tribuni della plebe, e avendo un senato più che altro simbolico, essa in realtà non era che una residenza imperiale, al pari di Nicomedia. Non a caso poco tempo prima di morire egli si era riavvicinato al paganesimo predicato dal neoplatonico Sopatro, discepolo di Giamblico.

Qui la tradizione cristiana attribuisce l'uccisione del filosofo alla stessa volontà di Costantino, che non voleva più saperne di paganesimo. Il fatto ch'egli ricevette il battesimo ariano! Quanto alla rinuncia ad essere considerato un dio, Costantino vi accondiscese solo in teoria, non in pratica.

Tanto i pagani quanto i cristiani non misero mai in dubbio la sua particolare "intesa" con la divinità. Perfino dei templi vennero dedicati al suo nome. La corte imperiale, in mano praticamente ai cristiani, si stava indirizzando verso la realizzazione di un cristianesimo di stato.

Stando ad Eusebio, l'ultimo Costantino avrebbe proibito del tutto i sacrifici pagani interrogare oracoli, erigere simulacri a divinità, celebrare misteri. E -dice sempre tale tradizione- i suoi figli fecero quello che avrebbe dovuto fare lui con maggiore risolutezza il riferimento è soprattutto alla distruzione materiale dei templi.

Infatti, suo figlio e successore al trono d'Oriente, Costanzo, di religione ariana, arriverà a proibire nel i sacrifici pagani, con la minaccia di morte e il sequestro dei beni, ordinando la chiusura di tutti i templi.

Egli anticiperà, di poco, il proclama letterario dell'apologista Firmico Materno che aveva chiesto l'eliminazione di tutti i seguaci del paganesimo. Ma con Costanzo tornarono ad essere perseguitati anche i cristiani ortodossi. Nel , al concilio di Costantinopoli, si ribadisce definitivamente, aggiungendo altri dogmi, il Credo di Nicea. L'anno dopo l'imperatore Graziano farà rimuovere dal Senato l'ara della Vittoria simbolo delle antiche tradizioni della Roma pagana e rinuncerà al titolo di "pontefice massimo".

Il paganesimo perdeva ogni connessione ufficiale con lo Stato. Nel l'esercizio pubblico del culto pagano, assimilato al delitto di lesa maestà, fu proibito nelle città di Roma ed Alessandria; l'anno dopo si estese la proibizione a tutto l'impero.

Nel ai pagani verranno interdette tutte le funzioni pubbliche. Con l'editto di Marciano s'introdurrà la pena di morte e la confisca dei beni contro chi offre sacrifici agli dèi pagani o vi coopera. Nel VI secolo l'imperatore Giustiniano priverà il paganesimo anche di ogni mezzo di espressione culturale. Ufficialmente l'a. Fu proprio Eusebio il maggiore interprete e difensore dell'a. Il Concilio ebbe inizio il 20 Maggio alla presenza di circa vescovi secondo altri autori, , in larghissima maggioranza della parte orientale dell'Impero.

Ario comparve, portando un atto di fede, stracciato, tuttavia, in pubblico ed anche l'intervento di Eusebio non fu tra i più felici: egli lesse un documento, allineato sulle posizioni ariane, dove si affermava molto palesemente che Cristo non era Dio.

Nonostante la vittoria degli ortodossi al Concilio di Nicea, gli ariani rimasero comunque in tale maggioranza che nel Costantino decise di richiamare Eusebio dall'esilio e di offrirgli il seggio di vescovo di Costantinopoli: il momento di massima gloria per Eusebio fu quando, nel , Costantino in punto di morte decise di farsi battezzare da lui, suo vescovo ariano.

La dottrina L'insegnamento ortodosso del Cristianesimo ai tempi di Ario propugnava la dottrina di Dio Padre e Dio Figlio come due persone distinte con una sola essenza. Il fulcro dell'a. Tuttavia ci fu un tempo in cui il Figlio non c'era , come recitava una frase molto citata di Ario. Rispetto alla natura di Cristo, le formulazioni presentate furono addirittura quattro: Homooùsios identico, nella sostanza, a Dio, cioè consustanziale , secondo il Credo di Nicea, difeso, come si è detto, strenuamente e quasi isolatamente Athanasius contra mundum : Atanasio contro il mondo da Atanasio di Alessandria.

I seguaci del partito di Acacio si chiamarono omeisti. Contemporaneamente fece deporre e relegare a Berea in Tracia Papa Liberio Al suo posto fu eletto l'antipapa, di ispirazione ariana, Felice II Papa Liberio poté rientrare ad occupare la sua sede, solo dopo aver firmato un documento molto vicino alle tesi ariane.

Questo momento storico del Cristianesimo fu ben descritto da S. Nel concilio di Lampsaco del , indetto da Valentiniano I , imperatore della parte occidentale, le tesi ariane furono rigettate e i vescovi più in vista furono condannati, tuttavia la parte orientale dell'impero rimase ariana, sotto l'imperatore Valente , fratello di Valentiniano , lui stesso un ariano radicale.

Fu fondamentale, allora, l'azione dei tre grandi Padri Cappadoci [San Basilio c.

Primo Concilio di Nicea

Furono anche decisivi i due nuovi imperatori, Graziano ad occidente, ma soprattutto Teodosio , ad oriente, cattolici convinti, a far pendere l'ago della bilancia a favore del Cattolicesimo ortodosso. Free Ko A Gerusalemme Con Sorpresa. Free L Eros Della Dea Free Marco. Free Nuova Evangelizzazione.

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Meditazioni Sull Eucarestia ePub. PDF La Felicita. La Liberta. Testo Latino A Fronte Download. Politica, Chiesa, Nazioni Download. Ef 2, Questi è lo Spirito che dà la vita, una sorgente di acqua zampillante fino alla vita eterna cfr. Gv 4,14; 7, ; per mezzo suo il Padre ridà la vita agli uomini, morti per il peccato, finché un giorno risusciterà in Cristo i loro corpi mortali cfr.

Rm 8, Lo Spirito dimora nella Chiesa e nei cuori dei fedeli come in un tempio cfr. Gal 4,6; Rm 8, e Egli introduce la Chiesa nella pienezza della verità cfr. Gv 16,13 , la unifica nella comunione e nel ministero, la provvede e dirige con diversi doni gerarchici e carismatici, la abbellisce dei suoi frutti cfr.

Ef 4,; 1 Cor 12,4; Gal 5, Con la forza del Vangelo la fa ringiovanire, continuamente la rinnova e la conduce alla perfetta unione col suo Sposo [ 3 ].

Ap 22, Il mistero della santa Chiesa si manifesta nella sua stessa fondazione. Mt 4, Questo regno si manifesta chiaramente agli uomini nelle parole, nelle opere e nella presenza di Cristo. La parola del Signore è paragonata appunto al seme che viene seminato nel campo cfr. Mc 4,14 : quelli che lo ascoltano con fede e appartengono al piccolo gregge di Cristo cfr.

Lc 12,32 , hanno accolto il regno stesso di Dio; poi il seme per virtù propria germoglia e cresce fino al tempo del raccolto cfr. Mc 4, Mt 12, Quando poi Gesù, dopo aver sofferto la morte in croce per gli uomini, risorse, apparve quale Signore e messia e sacerdote in eterno cfr. At 2,36; Eb 5,6; 7, , ed effuse sui suoi discepoli lo Spirito promesso dal Padre cfr.

At 2, Intanto, mentre va lentamente crescendo, anela al regno perfetto e con tutte le sue forze spera e brama di unirsi col suo re nella gloria. La Chiesa infatti è un ovile, la cui porta unica e necessaria è Cristo cfr. Gv 10, È pure un gregge, di cui Dio stesso ha preannunziato che ne sarebbe il pastore cfr.

Gv 10,11; 1 Pt 5,4 , il quale ha dato la vita per le pecore cfr. La Chiesa è il podere o campo di Dio cfr. In quel campo cresce l'antico olivo, la cui santa radice sono stati i patriarchi e nel quale è avvenuta e avverrà la riconciliazione dei Giudei e delle Genti cfr. Rm 11, Essa è stata piantata dal celeste agricoltore come vigna scelta Mt 21,, par. Is 5,1 ss. Cristo è la vera vite, che dà vita e fecondità ai tralci, cioè a noi, che per mezzo della Chiesa rimaniamo in lui, e senza di lui nulla possiamo fare cfr.

Gv 15, Più spesso ancora la Chiesa è detta edificio di Dio cfr. Sopra quel fondamento la Chiesa è costruita dagli apostoli cfr. Questo edificio viene chiamato in varie maniere: casa di Dio cfr. Ef 2, , la dimora di Dio con gli uomini cfr. Ap 21,3 , e soprattutto tempio santo, il quale, rappresentato dai santuari di pietra, è l'oggetto della lode dei santi Padri ed è paragonato a giusto titolo dalla liturgia alla città santa, la nuova Gerusalemme [ 5 ].

In essa infatti quali pietre viventi veniamo a formare su questa terra un tempio spirituale cfr. Ap 12,17 , viene pure descritta come l'immacolata sposa dell'Agnello immacolato cfr. Ef 5,24 , e che, infine, ha riempito per sempre di grazie celesti, onde potessimo capire la carità di Dio e di Cristo verso di noi, carità che sorpassa ogni conoscenza cfr.

Ef 3, Ma mentre la Chiesa compie su questa terra il suo pellegrinaggio lontana dal Signore cfr. Col 3, Il Figlio di Dio, unendo a sé la natura umana e vincendo la morte con la sua morte e resurrezione, ha redento l'uomo e l'ha trasformato in una nuova creatura cfr.

Gal 6,15; 2 Cor 5, Comunicando infatti il suo Spirito, costituisce misticamente come suo corpo i suoi fratelli, che raccoglie da tutte le genti. In quel corpo la vita di Cristo si diffonde nei credenti che, attraverso i sacramenti si uniscono in modo arcano e reale a lui sofferente e glorioso [ 6 ]. Anche nella struttura del corpo mistico di Cristo vige una diversità di membri e di uffici.

Uno è lo Spirito, il quale per l'utilità della Chiesa distribuisce la varietà dei suoi doni con magnificenza proporzionata alla sua ricchezza e alle necessità dei ministeri cfr.

Fra questi doni eccelle quello degli apostoli, alla cui autorità lo stesso Spirito sottomette anche i carismatici cfr. Lo Spirito, unificando il corpo con la sua virtù e con l'interna connessione dei membri, produce e stimola la carità tra i fedeli.

E quindi se un membro soffre, soffrono con esso tutte le altre membra; se un membro è onorato, ne gioiscono con esso tutte le altre membra cfr.

Capo di questo corpo è Cristo. Egli è l'immagine dell'invisibile Dio, e in lui tutto è stato creato. Egli è anteriore a tutti, e tutte le cose sussistono in lui.

È il capo del corpo, che è la Chiesa. È il principio, il primo nato di tra i morti, affinché abbia il primato in tutto cfr.

Col 1, Con la grandezza della sua potenza domina sulle cose celesti e terrestri, e con la sua perfezione e azione sovrana riempie delle ricchezze della sua gloria tutto il suo corpo cfr. Ef 1, [ 7 ]. Tutti i membri devono a lui conformarsi, fino a che Cristo non sia in essi formato cfr. Gal 4, Fil 3,21; 2 Tm 2,11; Ef 2,6. Ancora peregrinanti in terra, mentre seguiamo le sue orme nella tribolazione e nella persecuzione, veniamo associati alle sue sofferenze, come il corpo al capo e soffriamo con lui per essere con lui glorificati cfr.

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Nel suo corpo, che è la Chiesa, egli continuamente dispensa i doni dei ministeri, con i quali, per virtù sua, ci aiutiamo vicendevolmente a salvarci e, operando nella carità conforme a verità, andiamo in ogni modo crescendo verso colui, che è il nostro capo cfr. Ef 5, gr. Perché poi ci rinnovassimo continuamente in lui cfr.

Cristo inoltre ama la Chiesa come sua sposa, facendosi modello del marito che ama la moglie come il proprio corpo cfr. Ef 5, ; la Chiesa poi è soggetta al suo capo. Ef 1, , affinché essa sia protesa e pervenga alla pienezza totale di Dio cfr. Cristo, unico mediatore, ha costituito sulla terra e incessantemente sostenta la sua Chiesa santa, comunità di fede, di speranza e di carità [ 9 ], quale organismo visibile, attraverso il quale diffonde per tutti la verità e la grazia.

Ma la società costituita di organi gerarchici e il corpo mistico di Cristo, l'assemblea visibile e la comunità spirituale, la Chiesa terrestre e la Chiesa arricchita di beni celesti, non si devono considerare come due cose diverse; esse formano piuttosto una sola complessa realtà risultante di un duplice elemento, umano e divino [ 10 ].

Traduzione di "concilio di nicea" in inglese

Per una analogia che non è senza valore, quindi, è paragonata al mistero del Verbo incarnato. Ef 4,16 [ 11 ]. Questa è l'unica Chiesa di Cristo, che nel Simbolo professiamo una, santa, cattolica e apostolica [ 12 ] e che il Salvatore nostro, dopo la sua resurrezione, diede da pascere a Pietro cfr. Gv 21,17 , affidandone a lui e agli altri apostoli la diffusione e la guida cfr. Questa Chiesa, in questo mondo costituita e organizzata come società, sussiste nella Chiesa cattolica, governata dal successore di Pietro e dai vescovi in comunione con lui [ 13 ], ancorché al di fuori del suo organismo si trovino parecchi elementi di santificazione e di verità, che, appartenendo propriamente per dono di Dio alla Chiesa di Cristo, spingono verso l'unità cattolica.

Dalla virtù del Signore risuscitato trae la forza per vincere con pazienza e amore le afflizioni e le difficoltà, che le vengono sia dal di dentro che dal di fuori, e per svelare in mezzo al mondo, con fedeltà, anche se non perfettamente, il mistero di lui, fino a che alla fine dei tempi esso sarà manifestato nella pienezza della luce.

In ogni tempo e in ogni nazione è accetto a Dio chiunque lo teme e opera la giustizia cfr. At 10, Tuttavia Dio volle santificare e salvare gli uomini non individualmente e senza alcun legame tra loro, ma volle costituire di loro un popolo, che lo riconoscesse secondo la verità e lo servisse nella santità.

Infatti i credenti in Cristo, essendo stati rigenerati non di seme corruttibile, ma di uno incorruttibile, che è la parola del Dio vivo cfr. Ha per condizione la dignità e la libertà dei figli di Dio, nel cuore dei quali dimora lo Spirito Santo come in un tempio.

Ha per legge il nuovo precetto di amare come lo stesso Cristo ci ha amati cfr. Gv 13, E finalmente, ha per fine il regno di Dio, incominciato in terra dallo stesso Dio, e che deve essere ulteriormente dilatato, finché alla fine dei secoli sia da lui portato a compimento, quando comparirà Cristo, vita nostra cfr. Costituito da Cristo per una comunione di vita, di carità e di verità, è pure da lui assunto ad essere strumento della redenzione di tutti e, quale luce del mondo e sale della terra cfr.

Mt 5, , è inviato a tutto il mondo. Come già l'Israele secondo la carne peregrinante nel deserto viene chiamato Chiesa di Dio Dt 23,1 ss. Eb 13,14 , si chiama pure Chiesa di Cristo cfr.

Mt 16,18 ; è il Cristo infatti che l'ha acquistata col suo sangue cfr. At 20,28 , riempita del suo Spirito e fornita di mezzi adatti per l'unione visibile e sociale. Dio ha convocato tutti coloro che guardano con fede a Gesù, autore della salvezza e principio di unità e di pace, e ne ha costituito la Chiesa, perché sia agli occhi di tutti e di ciascuno, il sacramento visibile di questa unità salvifica [ 15 ].

Dovendosi essa estendere a tutta la terra, entra nella storia degli uomini, benché allo stesso tempo trascenda i tempi e i confini dei popoli, e nel suo cammino attraverso le tentazioni e le tribolazioni è sostenuta dalla forza della grazia di Dio che le è stata promessa dal Signore, affinché per la umana debolezza non venga meno alla perfetta fedeltà ma permanga degna sposa del suo Signore, e non cessi, con l'aiuto dello Spirito Santo, di rinnovare se stessa, finché attraverso la croce giunga alla luce che non conosce tramonto.

Cristo Signore, pontefice assunto di mezzo agli uomini cfr.

Tutti quindi i discepoli di Cristo, perseverando nella preghiera e lodando insieme Dio cfr. At 2, , offrano se stessi come vittima viva, santa, gradevole a Dio cfr. Rm 12,1 , rendano dovunque testimonianza di Cristo e, a chi la richieda, rendano ragione della speranza che è in essi di una vita eterna cfr. Il sacerdote ministeriale, con la potestà sacra di cui è investito, forma e regge il popolo sacerdotale, compie il sacrificio eucaristico nel ruolo di Cristo e lo offre a Dio a nome di tutto il popolo; i fedeli, in virtù del loro regale sacerdozio, concorrono all'offerta dell'Eucaristia [ 17 ], ed esercitano il loro sacerdozio col ricevere i sacramenti, con la preghiera e il ringraziamento, con la testimonianza di una vita santa, con l'abnegazione e la carità operosa.

Il carattere sacro e organico della comunità sacerdotale viene attuato per mezzo dei sacramenti e delle virtù.

I fedeli, incorporati nella Chiesa col battesimo, sono destinati al culto della religione cristiana dal carattere sacramentale; rigenerati quali figli di Dio, sono tenuti a professare pubblicamente la fede ricevuta da Dio mediante la Chiesa [ 18 ]. Col sacramento della confermazione vengono vincolati più perfettamente alla Chiesa, sono arricchiti di una speciale forza dallo Spirito Santo e in questo modo sono più strettamente obbligati a diffondere e a difendere la fede con la parola e con l'opera [ 19 ], come veri testimoni di Cristo.

Cibandosi poi del corpo di Cristo nella santa comunione, mostrano concretamente la unità del popolo di Dio, che da questo augustissimo sacramento è adeguatamente espressa e mirabilmente effettuata. Quelli che si accostano al sacramento della penitenza, ricevono dalla misericordia di Dio il perdono delle offese fatte a lui; allo stesso tempo si riconciliano con la Chiesa, alla quale hanno inflitto una ferita col peccato e che coopera alla loro conversione con la carità, l'esempio e la preghiera.

Con la sacra unzione degli infermi e la preghiera dei sacerdoti, tutta la Chiesa raccomanda gli ammalati al Signore sofferente e glorificato, perché alleggerisca le loro pene e li salvi cfr. Gc 5, , anzi li esorta a unirsi spontaneamente alla passione e morte di Cristo cfr. Inoltre, quelli tra i fedeli che vengono insigniti dell'ordine sacro sono posti in nome di Cristo a pascere la Chiesa colla parola e la grazia di Dio.

E infine i coniugi cristiani, in virtù del sacramento del matrimonio, col quale significano e partecipano il mistero di unità e di fecondo amore che intercorre tra Cristo e la Chiesa cfr.

Da questa missione, infatti, procede la famiglia, nella quale nascono i nuovi cittadini della società umana, i quali per la grazia dello Spirito Santo diventano col battesimo figli di Dio e perpetuano attraverso i secoli il suo popolo. In questa che si potrebbe chiamare Chiesa domestica, i genitori devono essere per i loro figli i primi maestri della fede e secondare la vocazione propria di ognuno, quella sacra in modo speciale. Muniti di salutari mezzi di una tale abbondanza e d'una tale grandezza, tutti i fedeli d'ogni stato e condizione sono chiamati dal Signore, ognuno per la sua via, a una santità, la cui perfezione è quella stessa del Padre celeste.

Il popolo santo di Dio partecipa pure dell'ufficio profetico di Cristo col diffondere dovunque la viva testimonianza di lui, soprattutto per mezzo di una vita di fede e di carità, e coll'offrire a Dio un sacrificio di lode, cioè frutto di labbra acclamanti al nome suo cfr.

Eb 13, La totalità dei fedeli, avendo l'unzione che viene dal Santo, cfr. E invero, per quel senso della fede, che è suscitato e sorretto dallo Spirito di verità, e sotto la guida del sacro magistero, il quale permette, se gli si obbedisce fedelmente, di ricevere non più una parola umana, ma veramente la parola di Dio cfr.

Gdc 3 , con retto giudizio penetra in essa più a fondo e più pienamente l'applica nella vita. E questi carismi, dai più straordinari a quelli più semplici e più largamente diffusi, siccome sono soprattutto adatti alle necessità della Chiesa e destinati a rispondervi, vanno accolti con gratitudine e consolazione.

Tutti gli uomini sono chiamati a formare il popolo di Dio. Gv 11, Eb 1,2 , perché fosse maestro, re e sacerdote di tutti, capo del nuovo e universale popolo dei figli di Dio. In tutte quindi le nazioni della terra è radicato un solo popolo di Dio, poiché di mezzo a tutte le stirpi egli prende i cittadini del suo regno non terreno ma celeste. Siccome dunque il regno di Cristo non è di questo mondo cfr. Essa si ricorda infatti di dover far opera di raccolta con quel Re, al quale sono state date in eredità le genti cfr.

Sal 2,8 , e nella cui città queste portano i loro doni e offerte cfr. Sal 71 72 ,10; Is 60, Questo carattere di universalità, che adorna e distingue il popolo di Dio è dono dello stesso Signore, e con esso la Chiesa cattolica efficacemente e senza soste tende a ricapitolare tutta l'umanità, con tutti i suoi beni, in Cristo capo, nell'unità dello Spirito di lui [ 24 ]. In virtù di questa cattolicità, le singole parti portano i propri doni alle altre parti e a tutta la Chiesa, in modo che il tutto e le singole parti si accrescono per uno scambio mutuo universale e per uno sforzo comune verso la pienezza nell'unità.

Ne consegue che il popolo di Dio non solo si raccoglie da diversi popoli, ma nel suo stesso interno si compone di funzioni diverse. Poiché fra i suoi membri c'è diversità sia per ufficio, essendo alcuni impegnati nel sacro ministero per il bene dei loro fratelli, sia per la condizione e modo di vita, dato che molti nello stato religioso, tendendo alla santità per una via più stretta, sono un esempio stimolante per i loro fratelli.

E infine ne derivano, tra le diverse parti della Chiesa, vincoli di intima comunione circa i tesori spirituali, gli operai apostolici e le risorse materiali. Tutti gli uomini sono quindi chiamati a questa cattolica unità del popolo di Dio, che prefigura e promuove la pace universale; a questa unità in vario modo appartengono o sono ordinati sia i fedeli cattolici, sia gli altri credenti in Cristo, sia infine tutti gli uomini senza eccezione, che la grazia di Dio chiama alla salvezza.

Il santo Concilio si rivolge quindi prima di tutto ai fedeli cattolici. Esso, basandosi sulla sacra Scrittura e sulla tradizione, insegna che questa Chiesa peregrinante è necessaria alla salvezza. Solo il Cristo, infatti, presente in mezzo a noi nel suo corpo che è la Chiesa, è il mediatore e la via della salvezza; ora egli stesso, inculcando espressamente la necessità della fede e del battesimo cfr. Gv 3,5 , ha nello stesso tempo confermato la necessità della Chiesa, nella quale gli uomini entrano per il battesimo come per una porta.

Sono pienamente incorporati nella società della Chiesa quelli che, avendo lo Spirito di Cristo, accettano integralmente la sua organizzazione e tutti i mezzi di salvezza in essa istituiti, e che inoltre, grazie ai legami costituiti dalla professione di fede, dai sacramenti, dal governo ecclesiastico e dalla comunione, sono uniti, nell'assemblea visibile della Chiesa, con il Cristo che la dirige mediante il sommo Pontefice e i vescovi. Si ricordino bene tutti i figli della Chiesa che la loro privilegiata condizione non va ascritta ai loro meriti, ma ad una speciale grazia di Cristo; per cui, se non vi corrispondono col pensiero, con le parole e con le opere, non solo non si salveranno, ma anzi saranno più severamente giudicati [ 27 ].

I catecumeni che per impulso dello Spirito Santo desiderano ed espressamente vogliono essere incorporati alla Chiesa, vengono ad essa congiunti da questo stesso desiderio, e la madre Chiesa li avvolge come già suoi con il proprio amore e con le proprie cure. La Chiesa sa di essere per più ragioni congiunta con coloro che, essendo battezzati, sono insigniti del nome cristiano, ma non professano integralmente la fede o non conservano l'unità di comunione sotto il successore di Pietro [ 28 ].

Ci sono infatti molti che hanno in onore la sacra Scrittura come norma di fede e di vita, manifestano un sincero zelo religioso, credono amorosamente in Dio Padre onnipotente e in Cristo, figlio di Dio e salvatore [ 29 ], sono segnati dal battesimo, col quale vengono congiunti con Cristo, anzi riconoscono e accettano nelle proprie Chiese o comunità ecclesiali anche altri sacramenti.

Molti fra loro hanno anche l'episcopato, celebrano la sacra eucaristia e coltivano la devozione alla vergine Madre di Dio [ 30 ]. A questo si aggiunge la comunione di preghiere e di altri benefici spirituali; anzi, una certa vera unione nello Spirito Santo, poiché anche in loro egli opera con la sua virtù santificante per mezzo di doni e grazie e ha dato ad alcuni la forza di giungere fino allo spargimento del sangue.

E per ottenere questo la madre Chiesa non cessa di pregare, sperare e operare, esortando i figli a purificarsi e rinnovarsi perché l'immagine di Cristo risplenda più chiara sul volto della Chiesa. Infine, quanto a quelli che non hanno ancora ricevuto il Vangelo, anch'essi in vari modi sono ordinati al popolo di Dio [ 32 ]. In primo luogo quel popolo al quale furono-dati i testamenti e le promesse e dal quale Cristo è nato secondo la carne cfr.

Rm 9, , popolo molto amato in ragione della elezione, a causa dei padri, perché i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili cfr. Ma il disegno di salvezza abbraccia anche coloro che riconoscono il Creatore, e tra questi in particolare i musulmani, i quali, professando di avere la fede di Abramo, adorano con noi un Dio unico, misericordioso che giudicherà gli uomini nel giorno finale.

Dio non e neppure lontano dagli altri che cercano il Dio ignoto nelle ombre e sotto le immagini, poiché egli dà a tutti la vita e il respiro e ogni cosa cfr At 1,7, , e come Salvatore vuole che tutti gli uomini si salvino cfr. Infatti, quelli che senza colpa ignorano il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa ma che tuttavia cercano sinceramente Dio e coll'aiuto della grazia si sforzano di compiere con le opere la volontà di lui, conosciuta attraverso il dettame della coscienza, possono conseguire la salvezza eterna [ 33 ].

Né la divina Provvidenza nega gli aiuti necessari alla salvezza a coloro che non sono ancora arrivati alla chiara cognizione e riconoscimento di Dio, ma si sforzano, non senza la grazia divina, di condurre una vita retta. Ma molto spesso gli uomini, ingannati dal maligno, hanno errato nei loro ragionamenti e hanno scambiato la verità divina con la menzogna, servendo la creatura piuttosto che il Creatore cfr.

Rm 1,21 e 25 , oppure, vivendo e morendo senza Dio in questo mondo, sono esposti alla disperazione finale. E questo solenne comando di Cristo di annunziare la verità salvifica, la Chiesa l'ha ricevuto dagli apostoli per proseguirne l'adempimento sino all'ultimo confine della terra cfr.

At 1,8. È spinta infatti dallo Spirito Santo a cooperare perché sia compiuto il piano di Dio, il quale ha costituito Cristo principio della salvezza per il mondo intero.

Predicando il Vangelo, la Chiesa dispone coloro che l'ascoltano a credere e a professare la fede, li dispone al battesimo, li toglie dalla schiavitù dell'errore e li incorpora a Cristo per crescere in lui mediante la carità finché sia raggiunta la pienezza. Procura poi che quanto di buono si trova seminato nel cuore e nella mente degli uomini o nei riti e culture proprie dei popoli, non solo non vada perduto, ma sia purificato, elevato e perfezionato a gloria di Dio, confusione del demonio e felicità dell'uomo.

Ad ogni discepolo di Cristo incombe il dovere di disseminare, per quanto gli è possibile, la fede [ 35 ]. Cristo Signore, per pascere e sempre più accrescere il popolo di Dio, ha stabilito nella sua Chiesa vari ministeri, che tendono al bene di tutto il corpo.

Questo santo Sinodo, sull'esempio del Concilio Vaticano primo, insegna e dichiara che Gesù Cristo, pastore eterno, ha edificato la santa Chiesa e ha mandato gli apostoli, come egli stesso era stato mandato dal Padre cfr.

Gv 20,21 , e ha voluto che i loro successori, cioè i vescovi, fossero nella sua Chiesa pastori fino alla fine dei secoli. Questa dottrina della istituzione, della perpetuità, del valore e della natura del sacro primato del romano Pontefice e del suo infallibile magistero, il santo Concilio la propone di nuovo a tutti i fedeli come oggetto certo di fede. Di più proseguendo nel disegno incominciato, ha stabilito di enunciare ed esplicitare la dottrina sui vescovi, successori degli apostoli, i quali col successore di Pietro, vicario di Cristo [ 38 ] e capo visibile di tutta la Chiesa, reggono la casa del Dio vivente.

Mc 3,; Mt 10, ; ne fece i suoi apostoli cfr. Lc 6,13 dando loro la forma di collegio, cioè di un gruppo stabile, del quale mise a capo Pietro, scelto di mezzo a loro cfr. Gv 21 Rm 1,16 affinché, partecipi del suo potere, rendessero tutti i popoli suoi discepoli, li santificassero e governassero cfr. Mt 28, In questa missione furono pienamente confermati il giorno di Pentecoste cfr. Gli apostoli, quindi, predicando dovunque il Vangelo cfr. Mc 16,20 , accolto dagli uditori grazie all'azione dello Spirito Santo, radunano la Chiesa universale che il Signore ha fondato su di essi e edificato sul beato Pietro, loro capo, con Gesù Cristo stesso come pietra maestra angolare cfr.

Ap 21,14; Mt 16,18; Ef 2,20 [ 39 ]. La missione divina affidata da Cristo agli apostoli durerà fino alla fine dei secoli cfr. Mt 28,20 , poiché il Vangelo che essi devono predicare è per la Chiesa il principio di tutta la sua vita in ogni tempo.

Per questo gli apostoli, in questa società gerarchicamente ordinata, ebbero cura di istituire dei successori. Infatti, non solo ebbero vari collaboratori nel ministero [ 40 ] ma perché la missione loro affidata venisse continuata dopo la loro morte, affidarono, quasi per testamento, ai loro immediati cooperatori l'ufficio di completare e consolidare l'opera da essi incominciata [ 41 ] raccomandando loro di attendere a tutto il gregge nel quale lo Spirito Santo li aveva posti a pascere la Chiesa di Dio cfr.

At 20, Fra i vari ministeri che fin dai primi tempi si esercitano nella Chiesa, secondo la testimonianza della tradizione, tiene il primo posto l'ufficio di quelli che costituiti nell'episcopato, per successione che decorre ininterrotta fin dalle origini [ 43 ] sono i sacramenti attraverso i quali si trasmette il seme apostolico [ 44 ]. Ireneo, per mezzo di coloro che gli apostoli costituirono vescovi e dei loro successori fino a noi, la tradizione apostolica in tutto il mondo è manifestata [ 45 ] e custodita [ 46 ].

I vescovi dunque hanno ricevuto il ministero della comunità per esercitarlo con i loro collaboratori, sacerdoti e diaconi [ 47 ]. Presiedono in luogo di Dio al gregge [ 48 ] di cui sono pastori quali maestri di dottrina, sacerdoti del sacro culto, ministri del governo della Chiesa [ 49 ]. Come quindi è permanente l'ufficio dal Signore concesso singolarmente a Pietro, il primo degli apostoli, e da trasmettersi ai suoi successori, cosi è permanente l'ufficio degli apostoli di pascere la Chiesa, da esercitarsi in perpetuo dal sacro ordine dei Vescovi [ 50 ].

Lc 10,16 [ 52 ]. Nella persona quindi dei vescovi, assistiti dai sacerdoti, è presente in mezzo ai credenti il Signore Gesù Cristo, pontefice sommo. Pur sedendo infatti alla destra di Dio Padre, egli non cessa di essere presente alla comunità dei suoi pontefici [ 53 ] in primo luogo, per mezzo dell'eccelso loro ministero, predica la parola di Dio a tutte le genti e continuamente amministra ai credenti i sacramenti della fede; per mezzo del loro ufficio paterno cfr.

Questi pastori, scelti a pascere il gregge del Signore, sono ministri di Cristo e dispensatori dei misteri di Dio cfr. Ad essi è stata affidata la testimonianza al Vangelo della grazia di Dio cfr.

Rm 15,16; At 20,24 e il glorioso ministero dello Spirito e della giustizia cfr. Per compiere cosi grandi uffici, gli apostoli sono stati arricchiti da Cristo con una effusione speciale dello Spirito Santo disceso su loro cfr. At 1,8; 2,4; Gv 20, , ed essi stessi con la imposizione delle mani diedero questo dono spirituale ai loro collaboratori cfr. Il santo Concilio insegna quindi che con la consacrazione episcopale viene conferita la pienezza del sacramento dell'ordine, quella cioè che dalla consuetudine liturgica della Chiesa e dalla voce dei santi Padri viene chiamata sommo sacerdozio, realtà totale del sacro ministero [ 55 ].

Dalla tradizione infatti, quale risulta specialmente dai riti liturgici e dall'uso della Chiesa sia d'Oriente che d'Occidente, consta chiaramente che dall'imposizione delle mani e dalle parole della consacrazione è conferita la grazia dello Spirito Santo [ 56 ] ed è impresso il sacro carattere [ 57 ] in maniera tale che i vescovi, in modo eminente e visibile, tengono il posto dello stesso Cristo maestro, pastore e pontefice, e agiscono in sua vece [ 58 ].

È proprio dei vescovi assumere col sacramento dell'ordine nuovi eletti nel corpo episcopale. Come san Pietro e gli altri apostoli costituiscono, per volontà del Signore, un unico collegio apostolico, similmente il romano Pontefice, successore di Pietro, e i vescovi, successori degli apostoli, sono uniti tra loro. Già l'antichissima disciplina, in virtù della quale i vescovi di tutto il mondo vivevano in comunione tra loro e col vescovo di Roma nel vincolo dell'unità, della carità e della pace [ 59 ] e parimenti la convocazione dei Concili [ 60 ] per decidere in comune di tutte le questioni più importanti [ 61 ] mediante una decisione che l'opinione dell'insieme [ 62 ] permetteva di equilibrare significano il carattere e la natura collegiale dell'ordine episcopale, che risulta manifestamente confermata dal fatto dei Concili ecumenici tenuti lungo i secoli.

La stessa è pure suggerita dall'antico uso di convocare più vescovi per partecipare all elevazione del nuovo eletto al ministero del sommo sacerdozio. Uno è costituito membro del corpo episcopale in virtù della consacrazione sacramentale e mediante la comunione gerarchica col capo del collegio e con le sue membra. D'altra parte, l'ordine dei vescovi, il quale succede al collegio degli apostoli nel magistero e nel governo pastorale, anzi, nel quale si perpetua il corpo apostolico, è anch'esso insieme col suo capo il romano Pontefice, e mai senza questo capo, il soggetto di una suprema e piena potestà su tutta la Chiesa [ 63 ] sebbene tale potestà non possa essere esercitata se non col consenso del romano Pontefice.

Il Signore ha posto solo Simone come pietra e clavigero della Chiesa cfr. Mt 16, , e lo ha costituito pastore di tutto il suo gregge cfr. Gv 21,15 ss ; ma l'ufficio di legare e di sciogliere, che è stato dato a Pietro cfr.

Mt 16,19 , è noto essere stato pure concesso al collegio degli apostoli, congiunto col suo capo cfr. Mt 18,18; 28, [ 64 ]. Questo collegio, in quanto composto da molti, esprime la varietà e l'universalità del popolo di Dio; in quanto poi è raccolto sotto un solo capo, significa l'unità del gregge di Cristo. In esso i vescovi, rispettando fedelmente il primato e la preminenza del loro capo, esercitano la propria potestà per il bene dei loro fedeli, anzi di tutta la Chiesa, mente lo Spirito Santo costantemente consolida la sua struttura organica e la sua concordia.

La suprema potestà che questo collegio possiede su tutta la Chiesa, è esercitata in modo solenne nel Concilio ecumenico. L'unità collegiale appare anche nelle mutue relazioni dei singoli vescovi con Chiese particolari e con la Chiesa universale.

Il romano Pontefice, quale successore di Pietro, è il perpetuo e visibile principio e fondamento dell'unità sia dei vescovi sia della moltitudine dei fedeli [ 66 ]. I singoli vescovi, invece, sono il visibile principio e fondamento di unità nelle loro Chiese particolari [ 67 ] queste sono formate ad immagine della Chiesa universale, ed è in esse e a partire da esse che esiste la Chiesa cattolica una e unica [ 68 ].

I singoli vescovi, che sono preposti a Chiese particolari, esercitano il loro pastorale governo sopra la porzione del popolo di Dio che è stata loro affidata, non sopra le altre Chiese né sopra la Chiesa universale. Ma in quanto membri del collegio episcopale e legittimi successori degli apostoli, per istituzione e precetto di Cristo sono tenuti ad avere per tutta la Chiesa [ 69 ] una sollecitudine che, sebbene non sia esercitata con atti di giurisdizione, contribuisce sommamente al bene della Chiesa universale.

Tutti i vescovi, infatti, devono promuovere e difendere l'unità della fede e la disciplina comune all'insieme della Chiesa, formare i fedeli all'amore per tutto il corpo mistico di Cristo, specialmente delle membra povere, sofferenti e di quelle che sono perseguitate a causa della giustizia cfr.

Mt 5,10 , e infine promuovere ogni attività comune alla Chiesa, specialmente nel procurare che la fede cresca e sorga per tutti gli uomini la luce della piena verità. Del resto è certo che, reggendo bene la propria Chiesa come una porzione della Chiesa universale, contribuiscono essi stessi efficacemente al bene di tutto il corpo mistico, che è pure il corpo delle Chiese [ 70 ].

La cura di annunziare il Vangelo in ogni parte della terra appartiene al corpo dei pastori, ai quali tutti, in comune, Cristo diede il mandato, imponendo un comune dovere, come già papa Celestino ricordava ai Padri del Concilio Efesino [ 71 ].

Quindi i singoli vescovi, per quanto lo permette l'esercizio del particolare loro dovere, sono tenuti a collaborare tra di loro e col successore di Pietro, al quale in modo speciale fu affidato l'altissimo ufficio di propagare il nome cristiano [ 72 ].

Con tutte le forze devono fornire alle missioni non solo gli operai della messe, ma anche aiuti spirituali e materiali, sia da sé direttamente, sia suscitando la fervida cooperazione dei fedeli. I vescovi, infine, in universale comunione di carità, offrano volentieri il loro fraterno aiuto alle altre Chiese, specialmente alle più vicine e più povere, seguendo in questo il venerando esempio dell'antica Chiesa.

Per divina Provvidenza è avvenuto che varie Chiese, in vari luoghi stabilite dagli apostoli e dai loro successori, durante i secoli si sono costituite in vari raggruppamenti, organicamente congiunti, i quali, salva restando l'unità della fede e l'unica costituzione divina della Chiesa universale, godono di una propria disciplina, di un proprio uso liturgico, di un proprio patrimonio teologico e spirituale.

Alcune fra esse, soprattutto le antiche Chiese patriarcali, quasi matrici della fede, ne hanno generate altre a modo di figlie, colle quali restano fino ai nostri tempi legate da un più stretto vincolo di carità nella vita sacramentale e nel mutuo rispetto dei diritti e dei doveri [ 73 ]. Questa varietà di Chiese locali tendenti all'unità dimostra con maggiore evidenza la cattolicità della Chiesa indivisa.

In modo simile le Conferenze episcopali possono oggi portare un molteplice e fecondo contributo acciocché il senso di collegialità si realizzi concretamente. I vescovi, quali successori degli apostoli, ricevono dal Signore, cui è data ogni potestà in cielo e in terra, la missione d'insegnare a tutte le genti e di predicare il Vangelo ad ogni creatura, affinché tutti gli uomini, per mezzo della fede, del battesimo e dell'osservanza dei comandamenti, ottengano la salvezza cfr.

Mt 28,; Mc 16,; At 26,17 ss. At 1,8; 2,1 ss; 9, At 1,17 e 25; 21,19; Rm 11,13; 1 Tm 1, Tra i principali doveri dei vescovi eccelle la predicazione del Vangelo [ 75 ]. I vescovi, infatti, sono gli araldi della fede che portano a Cristo nuovi discepoli; sono dottori autentici, cioè rivestiti dell'autorità di Cristo, che predicano al popolo loro affidato la fede da credere e da applicare nella pratica della vita, la illustrano alla luce dello Spirito Santo, traendo fuori dal tesoro della Rivelazione cose nuove e vecchie cfr.

Mt 13,52 , la fanno fruttificare e vegliano per tenere lontano dal loro gregge gli errori che lo minacciano cfr. I vescovi che insegnano in comunione col romano Pontefice devono essere da tutti ascoltati con venerazione quali testimoni della divina e cattolica verità; e i fedeli devono accettare il giudizio dal loro vescovo dato a nome di Cristo in cose di fede e morale, e dargli l'assenso religioso del loro spirito.

Quantunque i vescovi, presi a uno a uno, non godano della prerogativa dell'infallibilità, quando tuttavia, anche dispersi per il mondo, ma conservando il vincolo della comunione tra di loro e col successore di Pietro, si accordano per insegnare autenticamente che una dottrina concernente la fede e i costumi si impone in maniera assoluta, allora esprimono infallibilmente la dottrina di Cristo [ 76 ]. La cosa è ancora più manifesta quando, radunati in Concilio ecumenico, sono per tutta la Chiesa dottori e giudici della fede e della morale; allora bisogna aderire alle loro definizioni con l'ossequio della fede [ 77 ].

Questa infallibilità, della quale il divino Redentore volle provveduta la sua Chiesa nel definire la dottrina della fede e della morale, si estende tanto, quanto il deposito della divina Rivelazione, che deve essere gelosamente custodito e fedelmente esposto. Di questa infallibilità il romano Pontefice, capo del collegio dei vescovi, fruisce in virtù del suo ufficio, quando, quale supremo pastore e dottore di tutti i fedeli che conferma nella fede i suoi fratelli cfr.

Lc 22,32 , sancisce con atto definitivo una dottrina riguardante la fede e la morale [ 78 ]. In effetti allora il romano Pontefice pronunzia sentenza non come persona privata, ma espone o difende la dottrina della fede cattolica quale supremo maestro della Chiesa universale, singolarmente insignito del carisma dell'infallibilità della Chiesa stessa [ 79 ].

L'infallibilità promessa alla Chiesa risiede pure nel corpo episcopale quando esercita il supremo magistero col successore di Pietro. Quando poi il romano Pontefice o il corpo dei vescovi con lui esprimono una sentenza, la emettono secondo la stessa Rivelazione, cui tutti devono attenersi e conformarsi, Rivelazione che è integralmente trasmessa per scritto o per tradizione dalla legittima successione dei vescovi e specialmente a cura dello stesso Pontefice romano, e viene nella Chiesa gelosamente conservata e fedelmente esposta sotto la luce dello Spirito di verità [ 81 ].

Questa Chiesa di Cristo è veramente presente nelle legittime comunità locali di fedeli, le quali, unite ai loro pastori, sono anch'esse chiamate Chiese nel Nuovo Testamento [ 86 ].

Esse infatti sono, ciascuna nel proprio territorio, il popolo nuovo chiamato da Dio nello Spirito Santo e in una grande fiducia cfr. In queste comunità, sebbene spesso piccole e povere e disperse, è presente Cristo, per virtù del quale si costituisce la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica [ 90 ]. Ogni legittima celebrazione dell'eucaristia è diretta dal vescovo, al quale è demandato il compito di prestare e regolare il culto della religione cristiana alla divina Maestà, secondo i precetti del Signore e le leggi della Chiesa, dal suo particolare giudizio ulteriormente determinante per la propria diocesi.

In questo modo i vescovi, con la preghiera e il lavoro per il popolo, in varie forme effondono abbondantemente la pienezza della santità di Cristo. Col ministero della parola comunicano la forza di Dio per la salvezza dei credenti cfr. Rm 1,16 , e con i sacramenti, dei quali con la loro autorità organizzano la regolare e fruttuosa distribuzione santificano i fedeli [ 92 ].

Il Concilio di Nicea, 325 d.c.

Regolano l'amministrazione del battesimo, col quale è concesso partecipare al regale sacerdozio di Cristo. Sono i ministri originari della confermazione, dispensatori degli ordini sacri e moderatori della disciplina penitenziale, e con sollecitudine esortano e istruiscono le loro popolazioni, affinché nella liturgia e specialmente nel santo sacrificio della messa compiano la loro parte con fede e devozione.

Devono, infine, coll'esempio della loro vita aiutare quelli a cui presiedono, serbando i loro costumi immuni da ogni male, e per quanto possono, con l'aiuto di Dio mutandoli in bene, onde possano, insieme col gregge loro affidato, giungere alla vita eterna [ 93 ]. Lc 22,


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